REPORT DI RICERCA

In breve

In breve

  • Alle aziende serve una strategia olistica che supporti il nuovo Cloud Continuum ibrido, integrando public cloud, private cloud ed edge computing
  • Spesso il public cloud da solo non è sufficiente. Quindi il problema non è se utilizzare l’hybrid cloud o meno, ma come gestire la transizione.
  • Per utilizzare l‘hybrid cloud è necessaria una strategia, un modello operativo, competenze e strumenti giusti, oltre a una roadmap di trasformazione.
  • Le architetture ibride sono complesse per natura. Le aziende che le mantengono quanto più semplici possibile restano sicure e agili.


La soluzione valida per tutti non esiste più

Non molto tempo fa, il public cloud sembrava la soluzione perfetta per le nuove esigenze di business. Ma tali esigenze sono in costante evoluzione.

Le opzioni di public cloud, in cui i servizi e l'infrastruttura sono disponibili per chiunque on demand attraverso terze parti, offrono un modo rapido ed efficiente per passare al cloud senza affrontare investimenti costosi. Ma implicano alcune sfide, tra cui problemi con la sicurezza dei dati e la data privacy, per non parlare delle limitazioni tecniche di ciò che spesso è un approccio basato su un’unica soluzione valida per tutti.

Oggi il cloud si sta evolvendo. Sta diventando un continuum dinamico di capability. Le opzioni del private cloud sono in forte espansione, i produttori di hardware stanno lanciando offerte simili al public cloud e l'edge computing è destinato a crescere in modo esponenziale nei prossimi cinque anni. Il cloud non è più una singola destinazione statica. È il modello operativo del futuro.

Di conseguenza, sempre più aziende stanno scegliendo un approccio ibrido. Infatti, gli esperti affermano che il 90% delle organizzazioni opterà presto per queste architetture multi-cloud, per non dipendere troppo da un singolo provider di public cloud.

89%

È la percentuale di aziende che seguono una strategia multi-cloud con almeno due hyperscaler come partner strategici.[1]

80%

È la percentuale di organizzazioni che utilizzano modelli di hybrid cloud (pubblico e privato).[2]

Questa è la strada del futuro, ma non sarà facile. In questo Cloud Continuum la complessità è inevitabile, soprattutto quando si tratta di architetture ibride.

Nell’intraprendere questa transizione, le organizzazioni affrontano un’infinità di domande: qual è il modello operativo corretto? Come integrare e gestire le diverse piattaforme tecnologiche? Dove trovare il talento giusto? Quanto costerà?

In un mondo ibrido, queste domande devono essere affrontate in modo olistico. Ciò è in parte dovuto al fatto che l'ambito del cloud si sta espandendo rapidamente. Prima si trattava un insieme di isole: ogni azienda aveva un data center e un ambiente cloud.

Ora il cloud è un continuum che offre numerose nuove opportunità in un panorama IT sempre più distribuito. Molte organizzazioni utilizzano un cloud centralizzato, un data center, campus area, oltre ad alcuni dati e risorse di calcolo nell'edge. Si tratta di una varietà di ambienti che, una volta integrati, costituiranno un'esperienza realmente ibrida.

Che cosa significa tutto questo per le imprese? Il tutto si riduce a due constatazioni chiave:

  • per la maggior parte delle organizzazioni, le architetture ibride saranno l'unica opzione praticabile in futuro, in quanto soddisfano le diverse esigenze aziendali, liberando al contempo l'innovazione.
  • Le aziende hanno bisogno di una strategia olistica che includa il public cloud, il private cloud e l'edge computing per una soluzione ibrida.

Trasformare le idee in azione

Sembra complicato, ma non è necessariamente così. Ecco cinque passi che le aziende possono intraprendere per definire la strategia sulle infrastrutture, soddisfare le esigenze di business e aprire la strada al futuro dell’hybrid cloud.

1. Scegliere le "landing zones"

Per garantire che la strategia cloud sia in linea con gli obiettivi di business, partiamo dall’analisi delle "landing zones" cioè quelle configurazioni specifiche del cliente all'interno di un cloud che possono servire a diversi scopi (come il costo della licenza di un database o l’usabilità per gli sviluppatori). Per definire queste landing zones, esaminiamo le esigenze e i vincoli dei clienti, comprese le app legacy, gli standard di settore e i requisiti normativi. Quindi definiamo una strategia il più semplice possibile, in modo che possa essere facilmente adattata man mano che le esigenze di business (e la tecnologia) si evolvono.

2. Ottimizzare l’architettura ibrida

Successivamente, definiamo l’architettura ibrida collegando le landing zones di origini diverse - provider di public cloud, data center su private cloud, data center co-locati e zone di edge computing - su tre livelli:

Tecnologia

Sviluppare un livello di integrazione tra tutte le landing zones.

Processi

Allineare e integrare i processi, dall'inizio alla fine.

Persone

Sfruttare le competenze esistenti o formare il vostro team affinché possa progettare, operare e ottimizzare in base alle necessità.

Visualizza tutto

Un partner esperto può accelerare questo lavoro grazie a un ricco bagaglio di progetti di hybrid cloud. Per esempio, Accenture dispone di una vasta collezione di architetture, progetti tecnici e script di automazione/configurazione che possono avviare il processo di mappatura dei workload su ciascuna landing zone.

3. Creare un Continuum Control Plane

Una volta identificate le landing zones e pianificata l'architettura più adatta, è necessario trovare un modo per gestire l’esperienza multi-cloud ibrida. Ciascun ambiente è dotato di un proprio set di strumenti, ma cercare di utilizzarli tutti insieme rende difficile il controllo dei costi e delle performance. Accenture propone invece un Continuum Control Plane in grado di gestire un set completo di landing zones e altro ancora su più provider di private e public cloud. Questa soluzione consente a sviluppatori e operatori di automatizzare attività e workflow comuni, su larga scala, in qualsiasi luogo, riunendo nuovi processi e strumenti. Aiuta inoltre le organizzazioni a far crescere una cultura di agilità e innovazione continua, soddisfacendo al contempo le esigenze di stabilità operativa e finanziaria.

4. Disegnare una roadmap efficace

A questo punto occorre decidere come organizzare la migrazione alle landing zones ottimizzate. In alcuni casi sarà necessario spostarsi in più fasi nel lungo periodo per mantenere la business continuity; in altri occorrerà spostare le applicazioni in gruppi, per esempio, quando un processo coinvolge tre applicazioni diverse. Potrebbe essere più conveniente ripensare alcuni processi aziendali, piuttosto che personalizzare una soluzione in modo che vada bene per tutti. Lungo il percorso, occorre sempre tenere in considerazione il modello operativo. Come configurare e integrare la sicurezza nel processo di sviluppo e nella transizione? L’azienda dispone delle persone (e delle competenze) di cui ha bisogno? Come costruire i team di gestione full-stack? Questi sono solo alcuni degli aspetti su cui riflettere.

5. L'innovazione non finisce mai

Così come il business non rimane immobile, allo stesso modo non dovrebbe farlo l’organizzazione IT. Una volta che le aziende hanno raggiunto il proprio target state, lo stato che si erano prefissate, possono continuare a sfruttare le innovazioni di più provider di private e public cloud. Ciò significa riprogettare le infrastrutture per adattarle ai nuovi obiettivi e alle nuove tecnologie. Un "target state" non è definito da uno stack tecnologico, bensì dalla resilienza dei processi e dall'adattabilità delle persone all’evoluzione costante all'interno del Cloud Continuum. Con un Continuum Control Plane sarà possibile costruire una solida base per questa evoluzione, senza dover ricominciare da zero ogni volta che si rende disponibile un nuovo servizio cloud.

Il percorso ibrido del futuro

Un numero sempre maggiore di organizzazioni sta riconoscendo che le architetture ibride sono l'opzione migliore per soddisfare le loro molteplici esigenze di business odierne e future. La questione, perciò, non è se utilizzare un'architettura ibrida, ma come costruirla e gestirla consapevolmente con successo.

Le architetture ibride sono complesse per natura. È fondamentale mantenerle quanto più semplici possibile e pianificare come gestire la loro complessità, piuttosto che ignorarne l’esistenza. Ciò manterrà l'azienda sicura, snella e agile.

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Michael Heyen

Managing Director – Global Practice Lead Hybrid Cloud

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