REPORT DI RICERCA

In breve

In breve

  • La ricerca “Accenture Health and Life Sciences Experience 2021” condotta su un campione di 718 persone in Italia rivela come stia cambiando l’esperienza dell’healthcare.
  • Gli italiani sono meno soddisfatti dell’accessibilità all’assistenza sanitaria rispetto agli altri paesi europei, e sono certi che sia peggiorata con l’avvento del COVID-19.
  • La ricerca mostra una apertura da parte degli italiani ad utilizzare le tecnologie digitali.
  • Per le aziende farmaceutiche guadagnare fiducia è l’elemento chiave per l’utilizzo delle tecnologie digitali.


La ricerca Health and Life Sciences Experience 2021 dimostra come sta cambiando l’esperienza dell’healthcare

Il futuro dell'healthcare in Italia dipende da una corretta lettura del contesto dato dalla effettiva erogazione dei servizi di assistenza sanitaria e dalle esperienze vissute dal paziente. Al fine di aiutare i fornitori di assistenza sanitaria a pianificare e mettere a terra strategie che soddisfino le esigenze delle persone in tema di accesso agevole, di esperienze positive ed esiti ottimali per la salute, Accenture ha condotto una ricerca per comprendere come gli italiani vivano attualmente l'esperienza healthcare.

La ricerca Accenture "Health and Life Sciences Experience 2021" condotta su un campione di 718 persone rivela come, durante la pandemia da COVID-19, sia cambiata l'esperienza healthcare che può contribuire a definire il futuro del settore. Parte di una survey svolta in più paesi, questa è la prima volta che proponiamo la ricerca in Italia. Ora siamo in grado di confrontare i risultati emersi in Italia con la realtà degli altri Paesi europei e dei mercati globali chiave.

Sebbene gli Italiani siano meno soddisfatti delle proprie esperienze dell'healthcare rispetto agli altri paesi europei, il gap può rappresentare una vera e propria opportunità. Difatti, la ricerca ha evidenziato diversi fattori che contraddistinguono proprio il mercato italiano.

Mentre gli Italiani tendono ad essere meno soddisfatti dell'healthcare sia per l'accesso che per l'esperienza vissuta, complessivamente vi è un'opportunità di mercato per co-creare nuovi fornitori di servizi sanitari attraverso partnership di ecosistema.



Italiani poco soddisfatti nell’accesso all’healthcare

Interpellati sulla loro soddisfazione rispetto all'accesso all'healthcare, gli italiani si sono dimostrati meno entusiasti dei principali paesi europei presi in esame, dove i più soddisfatti risultano essere i francesi. Solo il 59% è soddisfatto dei fornitori dei servizi sanitari, contro la media del 67% dei paesi considerati.

Per colmare il divario rilevato nell'accesso all'healthcare in Italia e altrove, la sanità digitale si candida come la soluzione ideale, in grado di fornire informazioni sugli interlocutori con cui consultarsi, di comprendere le esperienze vissute e di fornire una guida esperta ben visibile e trasparente, rendendo più facile ai pazienti l'accesso alle cure.

Tra gli italiani intervistati, il 15% è disposto ad utilizzare e pagare servizi e tecnologie digitali per prevenire le malattie. Il 34% sarebbe disposto a pagare solo ad un costo basso o agevolato, il 38% utilizzerebbe i servizi e le tecnologie solo se gratis, mentre il 10% non li utilizzerebbe affatto. In linea con quanto emerso negli altri Paesi censiti, sono le generazioni più giovani quelle maggiormente disposte a pagare tariffe piene o agevolate.

15%

è disposto a pagare servizi o tecnologie digitali per prevenire le malattie.

34%

è disposto a pagare se a costo basso o agevolato.

38%

è disposto ad utilizzare le tecnologie digitali solo se gratis.

10%

non utilizzerebbe affatto servizi o tecnologie.



Italiani aperti alla tecnologia sanitaria

Malgrado lo scarso ricorso in Italia a visite e appuntamenti virtuali, si profila per le cure digitali un'opportunità significativa. I risultati della ricerca sembrano suggerire una maggiore propensione da parte degli italiani ad accettare e usare soluzioni di digital health.

Anche se l'accesso all'healthcare in Italia presenta qualche sfida in più rispetto ad altri paesi in Europa, la buona notizia è che gli italiani sono disposti ad utilizzare le tecnologie digitali per gestire la propria salute, molto di più rispetto ai francesi e i tedeschi.

Un significativo 58% degli italiani intervistati si è servito della tecnologia digitale per gestire la propria salute nell'ultimo anno, a differenza del 48% dei francesi e del 37% dei tedeschi.

Per la gestione digitale della propria salute, gli italiani prediligono le cartelle cliniche digitali (25%), le app mobile/tablet (17%) e le tecnologie wearable (17%). Per le visite mediche (10%), l'interesse rimane basso.

25%

vede con favore le cartelle cliniche digitali.

17%

è aperto all’uso di app mobile/tablet.

17%

è aperto all’uso di wearable.

10%

è aperto solo ai consulti virtuali.

Umanizzare l’esperienza dell’healthcare

La tecnologia può essere percepita come uno strumento impersonale, freddo, che manca del calore del tocco umano. In realtà, laddove utilizzata in maniera opportuna, la tecnologia può contribuire a dare continuità alla cura della salute, aumentare la qualità del servizio di assistenza e creare per il paziente una dimensione più umana. Quasi tre quarti degli italiani (74%) affermano di non aver mai avuto un appuntamento sanitario virtuale, rispetto al 63% degli altri paesi intervistati. Inoltre, gli italiani tendono ad essere più ansiosi negli appuntamenti in presenza che in quelli virtuali.

Guadagnare fiducia: la chiave di successo per l’adozione del digitale

Gli intervistati hanno maggiore fiducia nei player sanitari tradizionali (medici, farmacisti) rispetto agli attori meno convenzionali (stato, aziende tecnologiche, case farmaceutiche, assicurazioni sanitarie). Data la natura sensibile dei dati sanitari, il fattore chiave per il successo è la fiducia.

Nei confronti delle aziende farmaceutiche, gli italiani mostrano reazioni contrastanti. Sembrano aperti e fiduciosi per alcuni aspetti ma non per altri, mentre i francesi e i tedeschi hanno un livello di fiducia basso. Solo il 15% ritiene che le aziende farmaceutiche stiano facendo un buon lavoro nel fornire loro i farmaci e i servizi migliori, contro la media del 21% negli altri paesi intervistati.

Quali sono le implicazioni per l’Italia?

I pazienti oggi stanno cambiando le loro abitudini. Hanno nuove esigenze e stanno scoprendo nuove modalità per gestire la propria vita e, di conseguenza, la propria salute. Le aspettative degli italiani stanno evolvendo più velocemente della capacità di adattamento degli operatori sanitari, farmacisti e aziende farmaceutiche.

Il digitale è la chiave, ma da solo non basta: il tocco umano rimane fondamentale. Mentre è garantito che la tecnologia avrà un ruolo importante nel futuro dell’healthcare, un sistema nuovo dovrà prevedere come parte integrante una forte componente umana, capace di garantire ai pazienti un’esperienza di vicinanza.

ll processo di collaborazione negli ambienti precompetitivi va accelerato a carico di tutti i player, attuali e nuovi. Al tempo stesso, vanno definite nuove regole di ingaggio che consentano ai partner dell’ecosistema di costruire insieme capability nuove ed affidabili, e di supportare l’emergere di servizi sanitari digitali innovativi.

La nostra ricerca sembra indicare che la richiesta di un cambiamento sia più forte in Italia che altrove, come pure la volontà di adottare nuove soluzioni.

Il contesto è propizio al cambiamento. Spetta ai player scendere in campo.

Andrea Pagliai

Life Sciences Lead – Italy, Central Europe and Greece, Accenture


Selen Karaca-Griffin

Senior Principal – Global Life Sciences Research Lead

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