REPORT DI RICERCA

In breve

In breve

  • Negli ultimi 10 anni, lo streaming ha fatto passi da gigante, offrendo ai clienti un nuovo modo di accedere a contenuti educativi e di entertainment.
  • In un panorama ormai consolidato, i consumatori trovano che lo streaming sia sempre più complicato, costoso, difficile da usare e poco personalizzato.
  • Questo report esamina le ragioni dell’insoddisfazione dei consumatori e come un nuovo aggregatore potrebbe migliorare l'esperienza di streaming.
  • I provider di streaming che si concentrano unicamente sull'acquisizione di abbonati come entità autonome corrono dei rischi in uno scenario mutevole.


Tre fattori che compromettono l'esperienza di streaming

Nell’ultimo decennio, lo streaming ha fatto passi da gigante, offrendo ai consumatori un modo completamente nuovo di accedere a contenuti educativi e di entertainment. Ma con l’assestamento dello scenario, i consumatori trovano che lo streaming sia sempre più complicato, costoso, difficile da usare e non esattamente personalizzato.

Nel nostro sondaggio condotto su 6.000 consumatori in Nord America, Sud America, Europa, Sud Africa e Asia Pacifico, i partecipanti hanno identificato ampi margini di miglioramento nella modalità di navigazione e ricerca proposte dai vari fornitori, tra i tipi e i prezzi dei pacchetti offerti e nella pertinenza dei consigli che ricevono. Nel complesso, le risposte dei consumatori indicano tre fattori importanti che stanno intaccando l'esperienza di streaming.

Primo fattore: cadere nella "tela del ragno"

Sebbene la crescita dei servizi di streaming abbia offerto ai consumatori un'ampia scelta, ha anche creato una notevole complessità. Al crescere del numero di servizi sottoscritti, i consumatori devono navigare manualmente tra piattaforme, schermate e menu fino a quando non trovano ciò che stanno cercando.

Navigare attraverso i servizi Over The Top è come cadere in diverse tele di ragno, nelle quali è difficile districarsi, e che quindi spengono l’entusiasmo dei consumatori. Ciò è quanto emerge dal nostro sondaggio, secondo il quale il 47% dei consumatori in Italia considera la navigazione tra questi diversi servizi da "abbastanza" a "molto" frustrante, e la metà (51%) impiega più di sei minuti per trovare qualcosa che desidera guardare.

47%

Il 47% dei consumatori italiani considera il processo di navigazione tra i diversi servizi di streaming da "abbastanza" a "molto frustrante".

51%

Il 51% impiega più di sei minuti per trovare qualcosa che desidera guardare.

Secondo fattore: bundle inefficienti

Un problema crescente è rappresentato dai pagamenti mensili per più servizi. In effetti, molti consumatori stanno raggiungendo il limite massimo di spesa per i servizi di streaming.

Secondo il nostro sondaggio, il 29% dei consumatori italiani afferma che nei prossimi 12 mesi ridurrà "abbastanza" o "molto" la spesa per i media e l'entertainment tra abbonamenti e acquisti una tantum.

Terzo fattore: algoritmi specifici per ciascun provider

Raccomandazioni incomplete o imprecise e, quindi, contenuti spesso di scarsa rilevanza, oggi sono purtroppo la norma per la maggior parte dei consumatori. Questo perché solo il telecomando dell’utente sa veramente tutto ciò che è stato guardato.

Molti algoritmi generano suggerimenti basati su una cronologia di visualizzazione incompleta e quindi possono risultare fortemente inaccurati. Inoltre, il ricorso all'algoritmo per suggerire i contenuti ai consumatori non consente agli stessi di ottimizzare il modello, se non attraverso la selezione effettiva di uno specifico programma. Non sorprende che la maggior parte dei consumatori a livello nazionale vorrebbe poter trasferire il proprio profilo da un servizio all'altro per personalizzare meglio i contenuti (49%), e sarebbe favorevole a fornire maggiori informazioni su di sé a un servizio di video on demand per ricevere consigli più rilevanti (46%).

49%

Il 49% dei consumatori italiani ha affermato che vorrebbe poter trasferire il profilo da un servizio all'altro per personalizzare meglio i contenuti.

46%

Il 46% sarebbe favorevole a fornire maggiori informazioni su di sé a un servizio di video on demand per ricevere consigli più rilevanti.

È tempo di offrire ai consumatori maggiore controllo sulla propria esperienza

I tre problemi che i consumatori stanno riscontrando con l’esperienza di streaming e l'ecosistema attuali segnalano il loro desiderio di avere un controllo molto maggiore della propria esperienza. Gli utenti desiderano navigare più facilmente, avere una scelta più ampia nell'ambito di un servizio, per pagare solo ciò che vogliono, e "informare" l'algoritmo in modo da ottimizzare i suggerimenti relativi ai contenuti. In altre parole, stanno cercando una modalità che consenta un’esperienza di streaming molto più personalizzata.

Come si traduce tutto questo nella pratica?

Affinché lo streaming continui a crescere e a realizzare il suo potenziale, riteniamo che sia necessario un grande cambiamento nell'ecosistema: l'aggiunta di un aggregatore intelligente, distribuito su più piattaforme, che aumenti in modo considerevole il controllo degli spettatori sui contenuti di cui usufruiscono. Un simile aggregatore potrebbe svolgere un ruolo importante nell'eliminare i tre problemi principali che attualmente gravano sull'esperienza di streaming e generano frustrazione tra i consumatori. Esso infatti:

Unifica l'esperienza

tramite API e accordi di condivisione dati che creano un accesso senza interruzioni ai servizi di streaming (comprese altre forme di intrattenimento).

Favorisce la flessibilità

fungendo da piattaforma unica che consente agli spettatori di selezionare ciò che vogliono guardare indipendentemente da chi fornisce i contenuti.

Personalizza l'esperienza

fornendo una navigazione e una gestione senza interruzioni tra i servizi di streaming, creati in collaborazione con e per ogni persona.

Visualizza tutto

L'aggregazione sta arrivando, non ci sono dubbi. È chiaro che è ciò che i consumatori desiderano e di cui il settore nel suo insieme ha bisogno. Diventare un aggregatore di successo o sopravvivere come servizio di streaming indipendente richiede varie azioni differenti. Ma una cosa è evidente per tutti i player: un'attenzione ottusa rivolta solo all'aumento del numero di abbonati, senza prendere provvedimenti per posizionare l'azienda in un futuro aggregato, a prescindere dal percorso scelto, costituisce un rischio quasi certo.

Informazioni sulla ricerca

Accenture ha condotto una ricerca per comprendere le preferenze, le opinioni e i comportamenti dei consumatori a livello globale in merito alle loro esperienze di video streaming. Il sondaggio online su 6.000 consumatori di età superiore ai 18 anni in 11 paesi è stato ideato per identificare cambiamenti significativi nell’attuale regime dei media D2C e offrire suggerimenti ai brand dell’intero spettro per adattare i propri modelli in modo da risultare più pertinenti e soddisfacenti per i clienti. La ricerca sul campo è stata condotta tra ottobre e novembre 2021.

John Peters

Managing Director – Media & Entertainment, United States, West


Mark Flynn

Senior Manager – Accenture Research

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