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REPORT DI RICERCA

Supply chain: carenza di talenti, da criticità a opportunità

Le supply chain resteranno a corto di talenti entro il 2035. Gli executive che riorganizzano ora la workforce non si limiteranno a colmare il gap previsto di 1,1 milioni di ruoli: scaleranno grazie all'intelligenza, non all'aumento dell'headcount.

5 minuti di lettura

14 maggio 2026

In breve

  • Entro il 2035, la domanda di ruoli chiave della supply chain negli USA aumenterà di 1,34 milioni, mentre la forza lavoro crescerà solo di 221.000 unità.

  • Per colmare il gap previsto di oltre 1 milione di talenti, i leader della supply chain devono considerare la riorganizzazione della workforce come un imperativo strategico e rispondere a tre cambiamenti critici che la tecnologia sta introducendo.

  • Il nostro modello di pianificazione degli scenari evidenzia dove si sta spostando la domanda della workforce e cosa i leader possono fare fin da ora per intervenire.

Le supply chain crescono più rapidamente della workforce progettata per gestirle

Le supply chain continuano a espandersi e la loro complessità cresce. Per decenni, questa complessità è stata gestita aumentando l'organico. Oggi, a questi ritmi, questo approccio non è più sostenibile.

Le nostre proiezioni, basate su un modello proprietario di pianificazione degli scenari di Accenture, mostrano che la domanda di ruoli chiave nella supply chain degli Stati Uniti aumenterà di 1,34 milioni di unità (il 19%) dal 2026 al 2035. Nello stesso periodo, la forza lavoro crescerà di circa il 3,2%, aggiungendo circa 221.000 lavoratori. Il gap implicito sarà dunque di quasi 1,1 milioni di ruoli.

Se si continua a scalare facendo leva principalmente sul lavoro umano, il prossimo decennio sarà segnato da una gestione continua dell'emergenza: posizioni cronicamente vacanti, ritmi sempre più intensi, ricorso costante agli straordinari e interruzioni del servizio, con una capacità di trasformazione sempre più limitata proprio nei momenti più critici.

Chi si muove per tempo può sfruttare la tecnologia per riprogettare il modo in cui le supply chain scalano, permettendo a sistemi intelligenti di assorbire le attività più transazionali e concentrando le persone su quelle che richiedono giudizio umano.

Il gap di talenti è destinato a persistere se non cambia l'approccio

Non si tratta di un fenomeno ciclico che si attenua quando le condizioni migliorano. Le stesse forze che espandono le supply chain le rendono più difficili da gestire, aggiungendo più passaggi di consegne e necessità di coordinamento all'interno di ogni ruolo, quindi la domanda rimane elevata anche quando la crescita sembra arrestarsi.

Gap nella workforce
Gap nella workforce

Il problema è strutturale. Storicamente, la scalabilità delle supply chain si è basata sull'aumento della forza lavoro. Tuttavia, anche una crescita più sostenuta dell'occupazione non basterebbe a colmare un gap di queste dimensioni, se il modello restasse legato all'incremento dell'organico.

Tre cambiamenti che rivoluzionano la supply chain

Nel nostro modello di pianificazione degli scenari che collega la crescita a ruoli e attività, abbiamo testato in che modo la tecnologia ridefinisca il lavoro e le competenze necessarie per eseguirlo. Il modello evidenzia dove il lavoro cala, dove aumenta e dove nascono nuove attività, mettendo in luce tre trasformazioni che stanno ridefinendo la workforce.

Tre cambiamenti che rivoluzionano la supply chain
Tre cambiamenti che rivoluzionano la supply chain

Combinati, questi cambiamenti ridefiniscono la sfida della workforce e tracciano le tre azioni chiave da adottare.

Tre mosse strategiche per i CSCO

La tecnologia sta rivoluzionando il modo in cui le supply chain operano, la struttura del lavoro e le competenze necessarie per avere successo. Non è più sufficiente solo coprire i posti vacanti.

Serve riprogettare il modello operativo attraverso tre azioni sinergiche.

È necessario passare da un recruiting reattivo a una pianificazione predittiva, basata su ruoli e task. Comprendere dove evolve la domanda e come la tecnologia ridefinisce il lavoro. In alcuni casi, fino al 48% delle attività di routine a frequenza elevata può essere completamente automatizzato ma solo quando più tecnologie si integrano tra di loro e operano in sinergia.

Indicazioni per la leadership

  1. Questo non è un ambito che può rimanere di esclusiva competenza delle Risorse Umane. È necessario che la pianificazione della forza lavoro diventi una parte esplicita del percorso verso un'azienda abilitata dall'AI, con responsabilità chiare, adeguati investimenti e piena visibilità nei processi decisionali.

  2. Se non si ha visibilità su dove stanno emergendo i rischi legati alla workforce, questi verranno identificati solo quando l'adozione inizierà a rallentare, compromettendo il ritorno sugli investimenti (ROI) e frenando la trasformazione.

Quando i sistemi assorbono il lavoro di routine, è necessario definire come evolve il ruolo, quindi aggiornare flussi di lavoro, diritti decisionali e metriche affinché persone e sistemi possano scalare insieme. Per colmare i gap nella workforce è necessario implementare più tecnologie contemporaneamente, ciascuna delle quali ha come obiettivo attività diverse.

Indicazioni per la leadership

  1. In questa fase è facile perdere o guadagnare la fiducia. Le persone hanno bisogno di chiarezza su come cambierà il lavoro, sulla governance delle decisioni e sul ruolo ancora centrale del giudizio umano.

  2. Il CSCO definisce il lavoro mentre il CHRO abilita la workforce.

  3. Se la riorganizzazione del lavoro non procede di pari passo con l'adozione tecnologica, le organizzazioni rischiano di automatizzare i processi senza sviluppare le competenze e i modelli di lavoro necessari per scalarli con efficacia.

Man mano che il lavoro viene riorganizzato, le competenze devono cambiare e la formazione una tantum non è più sufficiente. L'aggiornamento delle competenze deve diventare continuo, specifico per il ruolo e strettamente collegato a come il lavoro sta cambiando. Le organizzazioni possono integrare l'apprendimento nelle attività quotidiane, collegarlo a reali opportunità di mobilità e ridirezionare gli investimenti verso competenze durevoli ed emergenti.

Indicazioni per la leadership

  1. Il reskilling non scalerà se la leadership non segnala chiaramente che le nuove competenze si traducono in concrete opportunità di carriera, ruoli più qualificati e una proposta di valore più attrattiva per i talenti nella supply chain.

  2. La mobilità dei talenti e il co-apprendimento trasformano l'aggiornamento delle competenze in reskilling concreto, creando nuove capability che vanno di pari passo con l'implementazione collegandole a percorsi definiti verso i nuovi ruoli.

La scelta della leadership

Il gap di 1,1 milioni di ruoli è reale e il modo in cui la leadership della supply chain reagisce determinerà cosa accadrà in futuro.

Chi continuerà soltanto ad assumere, passerà il prossimo decennio a gestire emergenze. Chi invece agisce ora può costruire una supply chain che scala sull'intelligenza, non sull'aumento dell'organico. La differenza è misurabile: Il nostro modello evidenzia che la crescita della forza lavoro si riduce da +18,7% a circa −3,0% tra il 2026 e il 2035, se l'implementazione della tecnologia è associata a una riorganizzazione intenzionale dei ruoli.

Tre mosse rendono possibile questo cambiamento: prevedere le carenze di talenti, riorganizzare il lavoro man mano che scala l'autonomia e sviluppare le competenze in modo continuo. L'adozione della tecnologia è inevitabile. La riprogettazione della workforce è la vera scelta — ed è ciò che determinerà se il prossimo decennio si chiuderà con un gap di talenti ancora maggiore o con una supply chain costruita per crescere.

AUTORI

Inge Oosterhuis

Senior Managing Director – Talent, Nordics Lead

Jaime Lagunas

Managing Director – Supply Chain and Engineering, AI and Data Global Lead

Kristine Renker

Managing Director – Supply Chain and Engineering, Talent Global Lead

Stephen Wroblewski

Managing Director – Talent

Stephen Meyer

Principal Director – Accenture Research