Tecnologie e ingegno umano per potenziare il business

L’undicesimo Rapporto Speciale Looking Forward, pubblicato con l’edizione italiana di HBR del mese di luglio 2018, ha come tema principale l’intelligenza artificiale. In particolare gli aspetti che Accenture ritiene determinanti per questo studio sono tre: l’automazione intelligente, che permette alle aziende di superare i limiti dei processi di automazione. Il potenziamento di personale e asset, supportando l’attività umana e così garantendo risultati più rapidi e migliori per l’azienda. Ed infine la diffusione dell’innovazione, utilizzando nuove tecnologie per trasformare positivamente il modo di fare e di vivere il business.

Oggi è considerato naturale parlare con una macchina come se fosse un essere dotato di capacità cognitive simili a quelle umane. Ciò è frutto degli investimenti e della ricerca che si sono concentrati sullo sviluppo dell’AI.

In particolare, l’intelligenza artificiale a cui si fa riferimento nel volume nasce con lo scopo di aumentare le potenzialità dell’uomo e dunque non deve essere interpretata come una sostituzione ma come un complemento per migliorare sia la qualità del lavoro umano sia la sua efficacia, consentendo di ottenere risultati significativi rispetto a quelli attuali.

In questo studio, Accenture analizza casi già esistenti nel nostro Paese, inerenti a realtà economiche totalmente differenti tra di loro e fornisce spunti di riflessione sui diversi metodi di applicazione dell’intelligenza artificiale.

Oggi è considerato naturale parlare con una macchina come se fosse un essere dotato di capacità cognitive simili a quelle umane.

Le macchine possono pensare?

di Marco Morchio e Goffredo Amodio

Oggi è considerato naturale parlare con una macchina come se fosse un essere dotato di capacità cognitive simili a quelle umane. Ciò è frutto degli investimenti e della ricerca che si sono concentrati sullo sviluppo dell’AI. In particolare, l’intelligenza artificiale a cui si fa riferimento nel volume nasce con lo scopo di aumentare le potenzialità dell’uomo e dunque non deve essere interpretata come una sostituzione ma come un complemento per migliorare sia la qualità del lavoro umano sia la sua efficacia, consentendo di ottenere risultati significativi rispetto a quelli attuali.

In particolare gli aspetti che Accenture ritiene determinanti per questo studio sono tre: l’automazione intelligente, che permette alle aziende di superare i limiti dei processi di automazione. Il potenziamento di personale e asset, supportando l’attività umana e così garantendo risultati più rapidi e migliori per l’azienda. Ed infine la diffusione dell’innovazione, utilizzando nuove tecnologie per trasformare positivamente il modo di fare e di vivere il business.

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Dallo spazio alla terra

di Roberta Rocca

Tra le tecnologie a disposizione delle aziende per fronteggiare le sfide che emergono nello sviluppo del proprio business, troviamo anche i satelliti. Strumenti che negli ultimi stanno variando la loro funzione: non più meri abilitatori alle telecomunicazioni, alla geocalizzazione o all’osservazione della Terra per scopi scientifici e di ricerca. Ma strumenti in grado di creare nuovo valore lungo tutta la catena del valore sino agli utenti finali, sia privati che pubblici.

Difesa, sicurezza, risk management, gestione delle risorse naturali ed energetiche, monitoraggio delle infrastrutture e ancora settori assicurativi e finanza: una contaminazione tra industrie diverse per tipologia di attività, servizi e necessità, ma che trovano una comune risposta nell’AI applicata all’imagine satellitare.

Volontà e disponibilità di investire in Artificial Intelligence applicata all’elaborazione massiva e automatizzata di dati e immagini, al fine di offrire un prodotto nuovo e altamente personalizzato, diretto ai clienti tradizionali del mercato EO, ma anche a sviluppare nuovi mercati verticali B2B e possibili evoluzioni verso il B2C.

I benefici sono tangibili anche per i fruitori di questi servizi: per le aziende che sono sempre più data-driven e richiedenti informazioni precise e correttamente elaborate su cui fondare le proprie decisioni strategiche e tattiche.

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Verso terapie intelligence-driven

di Marc Philipp, Andrea Valdarnini e Andrea D’Antonio

Il settore sanitario di sta evolvendo in direzione di un sistema value-based e outcome-driven. L’adozione dell’Intelligenza Artificiale nella Ricerca e Sviluppo consentirà alle aziende farmaceutiche di vincere la sfida cruciale della produttività e trasformare il proprio modello di business, passando da sviluppatori di farmaci a provider di cure integrate per i pazienti. Negli ultimi anni, l’Intelligenza Artificiale ha rapidamente acquisito una rilevanza crescente nel settore, inaugurando una nuova epoca nella R&S, in cui la AI viene utilizzata per sviluppare una comprensione più profonda delle patologie, e generare insight su composti e risposte dei pazienti. L’Intelligenza Artificiale non è solo l’ennesima innovazione tecnologica ma sta ridefinendo in maniera sostanziale l’ecosistema dell’healthcare, ribilanciando le forze all’interno della catena del valore e rendendo sempre meno netti i confini tra settori. Le aziende farmaceutiche dovranno decidere se continuare a focalizzarsi sullo sviluppo di farmaci e ottimizzare i propri processi di R&S o evolvere verso l’essere fornitori di Living Services, sviluppati in collaborazione con un ecosistema di partner. I dipartimenti R&S delle aziende farmaceutiche sono in una posizione unica per essere pionieri di questa trasformazione: i leader che daranno il giusto valore all’innovazione, alla sperimentazione e alla collaborazione potranno diventare i migliori sponsor per ruotare verso un’azienda data-driven.

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Il catalizzatore che genera le opportunità di evoluzione del settore industriale

di Jacopo Ruggiero e Camilla Corfini

L’Artificial Intelligence si pone come protagonista nel contribuire al miglioramento della produttività e profittabilità delle aziende del settore industriale. Si pensi ad esempio a come essa, applicata al caso degli assistenti virtuali, sia in grado di permettere alle risorse di dedicarsi alla risoluzione di problemi critici e di maggiore complessità, garantendo una riduzione dei costi e un servizio più efficiente. Nel caso delle applicazioni di manutenzione predittiva, poi, grazie alla combinazione di tecnologie di Industrial IoT, algoritmi predittivi e machine learning, è possibile ottenere anche una drastica riduzione e, ove possibile, l’eliminazione di guasti e fermi macchina. Biesse ha saputo riconoscere il potenziale dell’Artificial Intelligence, differenziandosi per essere stata tra le prime società leader del settore a muoversi nella direzione delle nuove soluzioni digitali offerte a corollario della vendita delle macchine. In questo contesto Biesse, con l’obiettivo di sviluppare un’ecosistema di servizi connessi alla macchina, ha intrapreso un vero e proprio percorso di cambiamento del proprio modello di business attraverso una serie di iniziative con impatti su organizzazione, processi e strategia di go to market.

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L’Applied Intelligence e l’abilitazione allo sviluppo di nuovi modelli di business

di Fabio Frisa, Laura Vielmi, Valentina Placenza, Pietro Materozzi

L’applicazione combinata delle nuove tecnologie e nuovi trend “socio-comportamentali” stanno mettendo a rischio il futuro del mercato assicurativo creando nuovi rischi, ma anche nuove opportunità, definendo ad esempio nuovi pool di revenue su business emergenti. Nuovi modelli di business dovranno quindi permettere alle compagnie di diventare “hyper-relevant” per i clienti, abilitando innanzitutto una Customer Experience in grado di rispondere e persino anticipare i bisogni della vita quotidiana con soluzioni semplici e personalizzate.

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La rete gas intelligente: SNAM

di Giovanni Versaci, Marco Arnaboldi

Snam è una delle principali utility regolate del gas naturale in Europa ed è leader nella realizzazione e gestione di infrastrutture integrate, sostenibili e tecnologicamente avanzate che garantiscono la sicurezza energetica. È alla continua ricerca della massima efficienza con lo scopo di garantire la sicurezza di persone e ambiente, ottimizzare la struttura costi e mantenere la leadership nei business connessi al gas naturale. Il raggiungimento di tali obiettivi è reso sempre più sfidante anche a causa della crescente complessità degli impianti e delle infrastrutture. La risposta a queste importanti sfide può arrivare dalle tecnologie digitali, nello specifico attraverso l’utilizzo dell’Internet of Things, degli Analytics e dell’Artificial Intelligence, grazie ai quali è possibile creare un ecosistema industriale integrato e intelligente, capace di evolvere autonomamente (autonomous infrastructure). La Rete gas intelligente è attiva, flessibile, dotata di sistemi di misura, controllo e gestione e interconnessa con altre reti. L’intelligenza artificiale sui dati raccolti dai dispositivi IoT è in grado di comprendere e interpretare real time la situazione della Rete, simulare e prevedere il suo comportamento e la sua evoluzione e operare in maniera autonoma attuando le manovre necessarie per il suo esercizio, rispettando i vincoli di sicurezza e di bilanciamento. La Rete gas intelligente si monitora autonomamente correlando i dati provenienti da diverse fonti (e.g. sensoristica sul campo, sorvolo aereo, telerilevamento satellitare, stazioni metereologiche, etc.) rilevando tempestivamente eventuali perdite, malfunzionamenti o interferenze.

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Soluzione innovativa di AI applicata a un EPC contractor

di Giuseppe Scalia e Michele D’Abbieri

La gestione integrata dei processi e dei flussi informativi lungo la catena del valore rappresenta da sempre una delle principali sfide di mercato per le aziende EPC (Engineering, Procurement, Construction). Pur essendo ancora fortemente underdigitized, il mercato EPC guarda con crescente interesse a nuove soluzioni tecnologiche, principalmente basate su algoritmi di intelligenza artificiale, per superare le complessità, soprattutto organizzative, legate alle numerose parti coinvolte e all’enorme mole di dati da gestire. Nella fattispecie, l’utilizzo di algoritmi di supervised machine learning consentirebbe di semplificare notevolmente i processi operativi agevolando in conseguenza la presa di decisioni strategiche da parte degli stakeholder; significa, in concreto, sviluppare una piattaforma intelligente, assimilabile ad un big data lake, che raccolga e normalizzi i dati dai diversi sistemi aziendali, li rielabori e fornisca real time insights su pattern ricorrenti.

Con benefici in termini di ridefinizione e/o automatizzazione di attività e processi: favorendo ad esempio il supporto nella definizione del Project planning, identificando il critical path di progetto e così ottimizzandone la schedula; abilitando analisi retrospettive delle cause di prolungamento non preventivato delle attività; fornendo ai decision maker chiarezza dei costi progettuali; aumentando la data quality nella fase di engineering grazie a informazioni tailorizzate sulla base dell’attività in analisi e in conseguenza velocizzando la fase di execution.

Una soluzione in sostanza che rivoluzionerebbe il modello operativo di un EPC contractor, sfumando i confini tra le differenti fasi del ciclo di vita del progetto, elevando il ruolo dei diversi attori a decision maker attivi e strategici. L’adozione di soluzioni AI richiede necessariamente un cambio di mentalità da parte delle aziende EPC che possono tuttavia assumere un posizionamento differenziante agendo come first-mover, soprattutto in un settore con potenziale tecnologico ancora “inesplorato”.

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Il Secolo XIX: l’assistente virtuale per la redazione

di Stefano Milei

I modelli operativi così ripensati in chiave digitale e innovativa sono in grado di ridare alle aziende risorse più produttive e focalizzate su attività a maggior valore aggiunto. La chiave per il successo e l’accettazione delle nuove tecnologie, soprattutto in ecosistemi meno propensi al cambiamento, sta nel far percepire alle risorse la possibilità di essere sgravate dai compiti routinari, ripetitivi e che fanno perdere tempo, permettendogli quindi di concentrarsi sulle attività dove è e sarà sempre indispensabile l’intelligenza umana, incrementando indirettamente la percezione della loro rilevanza aziendale e quindi della loro produttività.

Con l’ingresso dell’intelligenza artificiale in redazione i giornalisti hanno la possibilità di sprigionare il massimo del proprio valore aggiunto e delle proprie capacità creative mentre alle macchine sono relegati compiti ripetitivi e di supporto al giornalista stesso. Nonostante la scrittura sia sempre stata considerata prerogativa umana, che se rapportata al mondo editoriale si fonda tra l’altro anche sull’assioma che i giornalisti siano depositari del rapporto di fiducia con i propri lettori, oggi si può ormai affermare che l’intelligenza artificiale può contribuire sensibilmente al ciclo produttivo redazionale fino ad arrivare addirittura a generare in autonomia del contenuto testuale, fotografico o video.

Questo tipo di applicazione dell’artificial intelligence pertanto abilita una serie di funzionalità all’interno del mondo editoriale: Creazione automatica di contenuti, Customizzazione notizie, Ricerca e aggregazione dati, Rilevazione veridicità delle fonti e delle informazioni, Analisi traffico su social e web, Creazione di opere intere.

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Arricchire i rapporti con il cittadino grazie all’intelligenza artificiale

di Franco Turconi e Reziero Simeone

Le tecnologie di AI se opportunamente progettate e utilizzate, potranno garantire positive prospettive di miglioramento della qualità della vita, abilitando una più snella accessibilità ai servizi pubblici ed offrendo ai cittadini la possibilità di relazionarsi con lo Stato in maniera più agile, mirata e personalizzata, creando cocollaborazione e co-creazione orientata al miglioramento del benessere della società, in linea con gli emergenti principi di e-Government, ol-tre ovviamente a creare nel mercato del lavoro necessità di assunzioni di nuove figure professionali.

L’exploit delle tecnologie di Intelligenza Artificiale e il loro ruolo nella vita di tutti i giorni, nelle abitudini e nelle consuetudini è evidente ed impossibile da sottostimare e questo condiziona in maniera positivamente irreversibile i nostri stili di vita ed i nostri stili di lavoro. Il benessere derivato dall’applicazione di queste tecnologie ha apportato, e continuerà a farlo in via sempre maggiore, un significativo miglioramento della qualità della vita, tramite il potenziamento dei servizi usufruiti regolarmente dalle persone, che li utilizzano inconsciamente.

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Evoluzione del modello della customer relations & operations: il caso Eni gas e luce

di Lorenzo Giordano

Il settore delle utilities si trova attualmente ad affrontare grandi cambiamenti di mercato: clienti più propensi a cambiare fornitore all’interno del mercato libero e sempre più esigenti e con maggiori aspettative, consumi energetici in riduzione, digitalizzazione delle interazioni, degli strumenti, dei canali utilizzati e dei business model.

Il customer care si inserisce come elemento fondamentale di fidelizzazione e differenziazione per competere in un mercato sempre più complesso e garantire una crescita sostenibile.

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L’intelligenza artificiale in ottica collaborativa: il caso del banking

di Luca Aloi, Bianca Russo e Tommaso Rocchi

La rivoluzione dell’intelligenza artificiale non ha risparmiato neanche il settore bancario e, in particolare, la gestione del risparmio, da sempre caratterizzata da un’elevata attitudine al cambiamento. Ora anche i player bancari più “tradizionali” (incumbent) hanno compreso la portata del cambiamento e hanno sviluppato, o stanno lavorando, su nuovi prodotti e servizi. Tuttavia, c’è da riconoscere alle fintech il merito di aver accelerato la disruption all’interno del settore e oggi la collaborazione, in una logica di open innovation, può rappresentare un acceleratore per le banche tradizionali. Queste soluzioni prevedono l’utilizzo della tecnologia per ridurre, e in alcuni casi anche annullare, l’intervento umano associato alle attività operative, ripetitive e in alcuni casi a “basso valore” nella gestione degli investimenti, liberando così tempo del gestore da concentrare sulle attività più “relazionali”.

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Marco Morchio

Managing Director – Accenture Strategy Lead


Goffredo Amodio

Managing Director – Accenture Strategy, Financial Services

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