Pensare in grande con la strategia in primo piano

Nel percorso per diventare future-ready, i responsabili del procurement vedono il perseguimento della strategia e la tecnologia come ostacoli. Ma investire fin dall'inizio in una strategia coraggiosa è importante per trasformare le operations in modo sostenibile per l'azienda. Di solito le organizzazioni e il loro procurement hanno un approccio incrementale al cambiamento, e cercando di costruire il business case perfetto si bloccano sui dettagli, sui limiti rappresentati dai silos organizzativi oppure sull'impazienza di ottenere un ritorno rapido sugli investimenti. Ciò le espone a un serio rischio di perdere opportunità, con risultati spesso deludenti.

Enfatizzare la strategia a livello aziendale è fondamentale. Per molti CPO, il cambiamento operativo nella propria area ha sempre e soltanto riguardato la riduzione dei costi. È comprensibile, ma è solo una parte della faccenda.

I CPO hanno bisogno di una nuova stella polare che li guidi verso la maturità operativa, dandogli modo di abbattere i silos e allo stesso tempo di elevare il ruolo del procurement.

Questa stella polare porta ben oltre il traguardo della riduzione dei costi, e ha una valenza olistica tale da produrre un impatto su tutte le parti interessate - azienda, fornitori, clienti e anche sulla società. Questa visione olistica dà modo al procurement di creare valore in tutta la struttura aziendale, creando reti di fornitori affidabili, integrando la sostenibilità in tutte le attività di approvvigionamento, fornendo esperienze di livello superiore a dipendenti e fornitori, preparando i propri team al lavoro del futuro e creando pratiche di sourcing responsabile fondate sulla diversità, sull'etica e sul rispetto dei lavoratori.

Far collaborare business e tecnologia

Oggi le organizzazioni non possono aspettarsi di realizzare al 100% il valore della loro strategia senza un'effettiva collaborazione tra business e tecnologia. Dopo tutto, nell'era digitale, ad alimentare il business è proprio la tecnologia. Le aziende innovative e strategiche lo sanno bene e lo sottolineano abbattendo le barriere tra l'IT e le altre funzioni aziendali. La maggior parte delle organizzazioni future-ready (l'86%) prevede per il 2023 una totale collaborazione tra business e tecnologia, rispetto al 55% di oggi.

7%

Il 7% dei responsabili del procurement ritiene che nella propria azienda si stia già scalando la collaborazione tra business e tecnologia.

43%

Il 43% dei leader del procurement ritiene che da qui a tre anni la collaborazione sarà totale.

Per far progredire l'agenda tecnologica, i CPO devono continuare a rafforzare le loro relazioni con i CIO e costruire il business case per investimenti tecnologici in nuovi strumenti di gestione della spesa e in soluzioni di procurement basate sull'intelligenza artificiale. Poiché è raro che il procurement sia un investimento ad alta priorità, e in genere i CIO e i CPO hanno budget ridotti da gestire, questa potrebbe essere un'impresa difficile.

Per colmare questo gap serve un cambiamento sia operativo che culturale, e visto che nelle aziende l'approvvigionamento è utilizzato regolarmente da tutti, il procurement si trova in una posizione unica che gli permette di creare ponti. Ciò può avvenire fornendo ad esempio un'esperienza semplice e user-friendly nel portale fornitori, per mostrare in modo tangibile a tutta l'azienda il valore della collaborazione tra business e tecnologica.

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Chad Gottesman

Managing Director – Operations, Procurement Business Process Services


Kristin Ruehle

Global Procurement Business Process Services Offering Lead

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