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ULTIME OPINIONI


Italia: In ricchezza e in povertà? Il ruolo dello Stato a tutela del tenore di vita dei cittadini

Costruire il futuro dei servizi pubblici realizzando un efficiente mercato del lavoro in Italia.

Introduzione

La nuova ricerca nell'ambito del programma Delivering Public Service for the Future illustra quanto sia determinante il ruolo del mercato del lavoro per lo sviluppo del benessere della società.

La ricerca parte dall’analisi delle implicazioni dei cambiamenti demografici in 162 paesi e riporta i risultati di un sondaggio condotto in Italia e in altre 10 nazioni, in 12 stati americani e nella provincia canadese dell'Ontario. Il sondaggio è stato effettuato su un campione di oltre 500 persone per ognuna delle seguenti categorie: persone in cerca di occupazione, datori di lavoro e funzionari dei centri pubblici per l’impiego.

La ricerca di Accenture è incentrata sulla seguente considerazione: se le Istituzioni e gli organismi pubblici competenti non agiranno in modo tempestivo per risolvere i problemi strutturali ed affrontare le nuove sfide dei rispettivi mercati del lavoro, assisteremo inevitabilmente al calo della produttività e alla ulteriore contrazione della forza lavoro. Questo innescherà, a sua volta, un complessivo peggioramento del futuro tenore di vita dei cittadini.

Analizzando il mercato del lavoro in Italia, Accenture ha identificato tre fattori che mettono a rischio l'assunto di base secondo cui le generazioni future godranno di una situazione finanziaria migliore di quella dei loro padri: il primo, è dato da profondi cambiamenti demografici che determineranno la riduzione del numero della popolazione attiva; il secondo, è un tasso di partecipazione al lavoro molto basso; infine, il terzo fattore è rappresentato da un forte declino nell'incremento della produttività da cui deriveranno redditi individuali più scarsi e un impoverimento della società.

Accenture prevede che, se i tassi di partecipazione al lavoro e la crescita della produttività non aumenteranno entro i prossimi anni, il tenore di vita degli italiani sarà destinato a calare dell'8% entro il 2030: uno dei dati peggiori tra i 28 stati membri dell'Unione Europea.

L'analisi di Accenture evidenzia come, adottando quattro linee di azione strutturali necessarie per costruire e offrire i “servizi pubblici del futuro”, sarà possibile contribuire alla creazione di un mercato del lavoro più trasparente e interconnesso, che garantisca una maggiore flessibilità e facilità di accesso, con la conseguenza di preservare nel futuro il tenore di vita degli italiani.

Background

Accenture ha analizzato le tendenze legate ai fattori demografici (la base demografica è la quota di popolazione in età lavorativa rispetto alla popolazione totale), ai tassi di partecipazione della forza lavoro (la quota di persone in età lavorativa in possesso di un impiego) e alla produttività (si intende il contributo dei lavoratori al PIL) in 162 paesi. Questi fattori contribuiscono a determinare il prodotto interno lordo (PIL) pro capite, che è il parametro utilizzato per misurare il tenore di vita.

Il modello di Accenture sul tenore di vita indica i risultati in termini di partecipazione e produttività necessari per contrastare l'impatto delle condizioni demografiche avverse che emergono dalle proiezioni. Esso non fornisce tuttavia informazioni sul modo più efficace per ottenere tali risultati. A questo scopo, Accenture ha condotto 4 diversi sondaggi – sui cittadini, sulle persone in cerca di occupazione, sui datori di lavoro e sui funzionari dei servizi pubblici per l’impiego - in 10 paesi oltre l’Italia , in 12 stati USA e nella provincia canadese dell’Ontario.

L'86% dei cittadini italiani intervistati non ha la sensazione che le istituzioni e gli organismi pubblici competenti stiano agendo con la rapidità necessaria per rispondere alle sfide future in fatto di occupazione e competenze professionali: una percentuale più alta rispetto a tutti gli altri paesi europei inclusi nel sondaggio (54% in Germania, 70% nel Regno Unito e 76% in Francia). Più della metà dei datori di lavoro italiani intervistati (57%) considera eccessiva la regolamentazione del mercato del lavoro e indica questo problema, insieme ai costi elevati del lavoro, come uno dei motivi principali della riduzione del personale e del rallentamento delle assunzioni. Un terzo (29%) dei funzionari dei servizi pubblici per l’impiego ritiene insufficiente il collegamento con il settore delle aziende e la business community. Due terzi (66%) dei datori di lavoro intervistati ha inoltre indicato come essenziale per lo sviluppo futuro delle competenze un legame più stretto tra la propria categoria, le istituzioni pubbliche e il sistema dell’istruzione.

Analisi

L’ultima ricerca Delivering Public Service for the Future evidenzia una serie di fattori che incidono sul mercato del lavoro e rappresentano un rischio per il tenore di vita degli italiani:

•  Frammentazione geografica del mercato del lavoro. La frammentazione territoriale del mercato del lavoro può impedire il reperimento di un impiego remunerativo e adeguato alle competenze del lavoratore, producendo di conseguenza sottoccupazione e scarsa produttività. Dal sondaggio condotto da Accenture è emerso che, tra tutti i cittadini europei in cerca di occupazione, gli italiani sono i più propensi a trasferirsi pur di trovare lavoro.

•  Barriere all'ingresso. In Italia alcuni segmenti demografici trovano ostacoli all'inserimento nel mondo del lavoro. In particolare ciò è vero per le donne, i giovani e gli over 50. I costi degli asili nido e le politiche fiscali, per esempio, finiscono per rendere il lavoro scarsamente remunerativo per le donne. Tra le donne in cerca di occupazione, quasi la metà (45%) riferisce di aver rifiutato un posto di lavoro perché finanziariamente poco conveniente.

•  Mismatch tra domanda e offerta di competenze professionali. Datori di lavoro e persone in cerca di occupazione in Italia confermano una fondamentale difficoltà nel reperire informazioni qualificate sulla domanda e l’offerta di competenze. Nel sondaggio effettuato da Accenture sui datori di lavoro, il 40% degli intervistati italiani indica di aver ridotto il numero delle assunzioni a causa dell'indisponibilità sul mercato delle competenze necessarie. Si tratta della percentuale più alta tra tutti i paesi europei in cui è stato svolto il sondaggio e la terza percentuale sul totale dei paesi, dopo l'India (54%) e Singapore (62%).

•  Contesto economico volatile. La rigidità strutturale del mercato del lavoro in Italia intralcia la capacità del Paese di adattarsi rapidamente ai cambiamenti dei cicli economici. Inoltre, la rigidità e la complessità del mercato del lavoro italiano spesso complicano la transizione dal mondo della scuola e dal sistema dell’istruzione in generale, al mondo del lavoro.

Indicazioni

Per favorire lo sviluppo di un mercato del lavoro più efficiente, dotato di un efficace sistema nazionale delle competenze, non solo è necessaria una profonda trasformazione in materia di servizi pubblici per il lavoro, ma ciò deve essere realizzato secondo un modello che coinvolge tutti gli stakeholder: amministrazioni centrali e locali, parti sociali, sistema dell’istruzione e della formazione, persone in cerca di occupazione e i datori di lavoro.

Accenture ha formulato tre proposte per incrementare i tassi di partecipazione, dare impulso alla produttività e ottimizzare la performance del mercato del lavoro. Crediamo che per costruire e offrire i servizi pubblici del futuro i mercati del lavoro debbano essere:

•  Interconnessi e collaborativi. Un mercato del lavoro interconnesso richiede la libera circolazione di informazioni e strategie all'interno del complesso contesto occupazionale e delle competenze professionali disponibili. Dalla ricerca di Accenture è emersa una carenza strutturale di informazioni e di comunicazione tra i datori di lavoro che richiedono competenze e il sistema scolastico che ha il compito di crearle. Lo sviluppo di un catalogo o archivio informatizzato nazionale che codifichi le informazioni più aggiornate e puntuali sulle competenze professionali, contribuirà a migliorare la comunicazione tra tutti gli stakeholder e ad aumentare la loro capacità di allineare la domanda e l’offerta, riducendo il mismatch. Mediante l’adozione di un nuovo modello di governance del mercato del lavoro, che coinvolga tutti gli stakeholder dei servizi di collocamento pubblici a livello regionale, sarà possibile sostenere l'importante passaggio da un'efficienza discontinua alla produttività come mission.

•  Trasparenti e basati sulla conoscenza analitica dei dati. I paesi dove il mercato del lavoro raggiunge alte performance utilizzano sistemi LMI (Labor Market Intelligence) – in cui le informazioni sono raccolte e condivise tra tutti gli stakeholder – per prevedere e anticipare la domanda.

Dalle informazioni basate sui dati è inoltre possibile ricavare orientamenti per la creazione di strutture finalizzate allo sviluppo di competenze nei diversi settori di mercato, un'esigenza particolarmente pressante in Italia.

Con una maggiore trasparenza, capacità previsionale e conoscenza basata sui dati, l’Italia può conseguire risultati migliori e supportare l'evoluzione da politiche del lavoro reattive a politiche del lavoro proattive, basate sulla conoscenza analitica dei dati.

•  Flessibili e accessibili. Si possono definire ad alte performance i mercati del lavoro che godono di un contesto normativo in continua evoluzione, tale da consentire alle aziende di essere flessibili e adattarsi alla natura intrinsecamente dinamica dei cicli di business. Nel passaggio dalla mentalità della “amministrazione pubblica” a quella della “public entrepreneurship”, è possibile incentivare i datori di lavoro a investire in formazione e apprendistato, nonché promuovere e organizzare forum finalizzati a coltivare e consolidare il legame tra la business community e mondo accademico.

Per migliorare la competitività dell'economia italiana, si deve prestare maggiore attenzione alle esigenze dei datori di lavoro, differenziate a seconda delle dimensioni e del settore di mercato delle aziende. Per supportare il passaggio da servizi standardizzati a servizi personalizzati – rivolti soprattutto ai giovani in cerca di prima occupazione, ai disoccupati a lungo termine e ai soggetti svantaggiati, nonché all'ampio bacino di personale qualificato attualmente inoccupato – si possono inoltre creare partnership pubblico-privato e sfruttare strumenti digitali per sviluppare iniziative di formazione mirate e personalizzate.