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International Women’s Day 2015: Ascoltare è difficile nell'ambiente di lavoro

Dal nuovo studio di Accenture emerge che le aziende stanno preparando un numero maggiore di donne per i ruoli di senior management.

Introduzione

Milano, 2 marzo 2015 – Secondo una nuova ricerca di Accenture, nonostante quasi tutti (96%) i professionisti a livello globale si considerano dei buoni ascoltatori, la stragrande maggioranza (98%) trascorre parte della propria giornata lavorativa in multitasking. Infatti quasi due terzi (64%) ammette che l'ascolto è diventato molto più difficile nell'ambiente di lavoro digitale odierno.

Anche i dati riscontrati sul campione italiano riflettono questo andamento: la totalità degli intervistati dichiara di trascorrere la propria giornata in ufficio lavorando in multitasking. Il 48% afferma che l’introduzione delle nuove tecnologie digitali determina che una quota compresa tra il 50% e il 74% dell’orario di lavoro sia impiegato nello svolgimento di più di un’attività contemporaneamente: una modalità di lavoro che per il 76% degli intervistati italiani rende più difficile l’ascolto.

Mentre il 66% degli intervistati concorda nel ritenere che il multitasking consente di fare di più al lavoro, oltre un terzo (36%) afferma che sono molte le distrazioni che impediscono di operare al meglio, causando perdita di concentrazione, performance inferiori, minore interazione con gli altri membri del team. Alla domanda su quali fossero i fattori di maggior disturbo durante la giornata lavorativa, gli intervistati hanno citato le telefonate, le riunioni e le visite non pianificate con una frequenza più che doppia rispetto all'instant messaging e agli sms (rispettivamente 79% e 72% contro il 30% e il 28%).

Metà del campione italiano (55%) ritiene che grazie al multitasking si può portare a termine un maggior carico lavorativo, sebbene per un 23% questa modalità operativa crei diverse distrazioni che impediscono di svolgere al meglio le proprie mansioni. Principali fonti di interruzioni della giornata lavorativa indicate dagli italiani sono al primo posto le telefonate (50%), al secondo le email (31%), al terzo posto le visite o riunioni non pianificate (24%).

La ricerca #ListenLearnLead, nel corso della quale sono stati intervistati 3.600 professionisti provenienti da 30 paesi, ha dimostrato che otto rispondenti su dieci ammettono di lavorare in multitasking quando sono in videoconferenza perché in parallelo scrivono e-mail di lavoro (66%), instant messaging (35%), e-mail personali (34%), utilizzano i social media (22%), leggono news o articoli di intrattenimento (21%). Coloro che ascoltano le telefonate in modo attivo, senza fare attività parallele, è perchè hanno effettivamente bisogno di ottenere informazioni oppure hanno un ruolo guida e devono partecipare o seguire la discussione.

"Il digitale sta cambiando ogni cosa e le nuove tecnologie continueranno a proporre sfide e opportunità", ha dichiarato Adrian Lajtha, chief leadership officer di Accenture. "Mentre i dipendenti diventano sempre più collegati, le aziende leader coglieranno l'occasione per ottimizzare l'uso delle tecnologie sul posto di lavoro, sfruttandone le potenzialità in termini di coinvolgimento dei dipendenti, collaborazione e innovazione".

Essere leader in un mondo connesso

La ricerca ha anche dimostrato che la maggior parte degli intervistati (58%) considera la tecnologia fondamentale per i leader che devono comunicare con i team in modo semplice e veloce; inoltre, quasi la metà cita ulteriori vantaggi, per esempio la flessibilità che consente alle persone di lavorare ovunque/in qualsiasi momento (47%) o la maggiore accessibilità (46%). Gli italiani si sono dichiarati in linea con questa percezione: il 45% riconosce infatti una maggiore semplicità e velocità nella comunicazione tra leader e team.

Tuttavia, il tema dell’accessibilità è considerato anche come un potenziale ostacolo nei confronti di una leadership efficace: più di 6 donne su 10 (62%) e più di 5 uomini su 10 (54%) ritengono che la tecnologia estenda eccessivamente la presenza dei leader, rendendoli troppo accessibili. Tutti gli intervistati, infatti, concordano nel ritenere che le sfide principali per i leader di oggi siano la gestione del sovraccarico di informazioni (55%) e la continua evoluzione della tecnologia (52%).

Più di 7 intervistati su 10 (71%) ritengono che entro il 2030 aumenterà il numero di donne nel ruolo di Chief Technology Officer e oltre la metà (52%) afferma che rispetto all'anno scorso nella propria azienda è cresciuto il numero di donne preparate per ricoprire posizioni di senior manager.

In Italia, questo dato è inferiore rispetto alla media internazionale rilevata dalla ricerca: poco più di 4 intervistati su 10 (46%) ritiene che entro il 2030 il numero di donne con cariche C-level nel settore della tecnologia aumenterà; meno della metà (42%) afferma che, rispetto all’anno appena trascorso, all’interno della propria realtà aziendale è cresciuto il numero di donne con una preparazione adeguata a ricoprire incarichi da senior manager.

Se si considera il campione femminile italiano, solo il 40% ha fiducia che entro 15 anni crescerà il numero di Chief Technology Officer donne e solo il 38% afferma che nell’ultimo anno è effettivamente cresciuto il numero di professioniste pronte a ricoprire il ruolo di senior manager.

La ricerca ha fornito anche altre evidenze relative a diverse tematiche legate al mondo del lavoro:

  • Capacità di ascolto. Gli intervistati attribuiscono notevole importanza alla buona capacità di ascolto: in particolare, pensare prima di parlare (54%), porre domande (49%) e prendere appunti (49%) sono considerati gli aspetti più rilevanti. La ricerca ha inoltre confrontato le risposte di tre generazioni – Baby Boomer, Gen X e Millennial – e ha scoperto che il 64% dei Millennial dichiara di passare più della metà della propria giornata in multitasking, rispetto al 54% degli appartenenti alla Genarazione X e al 49% dei Baby Boomer

  • Apprendimento sul posto di lavoro. L'80% degli intervistati concorda nel ritenere che la formazione sul campo sia la forma più efficace di apprendimento sul lavoro, addirittura più importante rispetto ai training formali (citati dal 66%). La maggior parte (85%), tuttavia, dà valore alla formazione offerta dalla propria azienda: il 42% la considera un'opportunità, il 23% un requisito e il 32% entrambe le cose. Più della metà (59%) sostiene che la formazione aziendale abbia permesso loro di ottenere una promozione o di ampliare il proprio ruolo.

  • Leadership. Gli intervistati ritengono che, per avanzare nella carriera, i leader debbano accettare nuove responsabilità (54%), continuare a formarsi (48%) e svolgere attività di mentoring (42%). Allo stesso tempo, alla domanda su quali fossero gli ostacoli principali alla guida efficace di un team, hanno citato la mancanza di capacità di relazioni interpersonali (50%), di capacità di comunicare (44%) e di chiarezza del ruolo (39%).

  • Competenze. Nonostante la convinzione che la comunicazione efficace, la capacità di gestire il cambiamento e di ispirare gli altri (citati rispettivamente dal 55%, 47% e 45%) siano le più importanti competenze trasversali per chi riveste il ruolo di leader, solo il 38% degli intervistati conferma che la propria azienda offre formazione sui cosiddetti "soft skill", rispetto al 53% che dichiara un'offerta di formazione prettamente tecnica.

  • Retribuzione e promozioni. Lo stesso numero (54%) di uomini e donne quest’anno ha chiesto una promozione, un dato in aumento rispetto all'anno scorso (dati 2013: 47% di uomini e solo il 40% di donne). Quest'anno, inoltre, un numero superiore di Millennial ha chiesto un aumento (68%) e una promozione (59%) rispetto alle controparti della Generazione X (64% e 52% rispettivamente) e dei Baby Boomer (59% e 51% rispettivamente).

  • Soddisfazione professionale. La soddisfazione professionale è scesa al 44%, dal 52% del 2013. Il motivo principale è la percezione di una retribuzione non adeguata, ma anche la convinzione che la giornata lavorativa sia troppo lunga o il carico di lavoro troppo pesante, balzata dal 20% dell'anno scorso al 31% di quest'anno. I Millennial sono più propensi ad affermare che l'orario di lavoro è troppo lungo (33%) rispetto ai Baby Boomer (28%) e agli appartenenti alla Generazione X (30%).

  • Genitori casalinghi. La metà di tutti gli intervistati (51%) ha dichiarato che lascerebbe il lavoro e rimarrebbe a casa per dedicarsi alla famiglia, se potesse permetterselo economicamente; un incremento significativo rispetto allo scorso anno, quando una simile risposta è stata fornita dal 37% degli intervistati.

"Che si tratti di coordinare una riunione, un gruppo di collaboratori, un evento, un grande progetto o un cliente, c'è sempre un'occasione per essere leader," ha commentato Nellie Borrero, managing director Inclusion & Diversity di Accenture global. "Accenture ha organizzato quasi 200 eventi in tutto il mondo per la Festa della Donna che verteranno sul riconoscimento, l'acquisizione e la creazione di opportunità per ascoltare, imparare ed essere leader. Quest'anno, il nostro nuovo ambiente virtuale – un sito online, digitale e interattivo – sarà caratterizzato da eventi live di Accenture, contenuti on demand, un networking center, una resource room e una sala espositiva. Invitiamo le donne di tutto il mondo a unirsi a noi".

Metodologia

A novembre 2014 Accenture ha condotto un sondaggio online intervistando 3.600 professionisti di ogni livello appartenenti ad aziende medio-grandi di 30 paesi: Argentina, Australia, Austria, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, India, Indonesia, Italia, Giappone, Malaysia, Messico, Paesi Bassi, Paesi Nordici (Danimarca, Finlandia, Norvegia, Svezia), Filippine, Arabia Saudita, Singapore, Sud Africa, Corea del Sud, Spagna, Svizzera, Thailandia, Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Stati Uniti. Il numero minimo di intervistati è stato 100 per ciascun paese; la quota degli Stati Uniti è stata di 500 e 200 quella di Germania, Paesi Nordici e Regno Unito. I rispondenti sono stati equamente divisi per genere, età e livello professionale nelle rispettive aziende. Il margine di errore per il campione totale è stato di circa + /- 1,7%. I risultati della ricerca su "#ListenLearnLead", così come le infografiche – sono disponibili all'indirizzo www.accenture.com/ ListenLearnLead

Accenture

Accenture è un’azienda globale di consulenza direzionale, servizi tecnologici e outsourcing che conta oltre 319 mila professionisti in oltre 120 paesi del mondo. Combinando un’esperienza unica, competenze in tutti i settori di mercato e nelle funzioni di business e grazie ad un’ampia attività di ricerca sulle aziende di maggior successo al mondo, Accenture collabora con i suoi clienti, aziende e pubbliche amministrazioni, per aiutarli a raggiungere alte performance. Con il programma di Corporate Citizenship Skills to Succeed, Accenture sta offrendo a più di 700.000 persone in tutto il mondo le competenze necessarie per trovare un lavoro o avviare un’attività. I ricavi netti dell'azienda a livello globale per l'anno fiscale conclusosi il 31 agosto 2014 ammontano a 30 miliardi di dollari. www.accenture.com - www.accenture.it