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OPPORTUNITÀ DI CARRIERA


L’importanza di essere sempre pronti a cogliere nuove sfide

di Francesca Paola De Prisco, Manager, Accenture Consulting

Per crescere è necessario avere una volontà più grande dei nostri schemi di pensiero e della paura di cambiare

Ho conosciuto Accenture per caso, attraverso l’annuncio di un “career day” pubblicato nella bacheca dell’università e, spinta dalla curiosità, ho inviato il mio curriculum: dopo poco più di un mese ero a Roma sul primo progetto.

Tutti mi dicevano che la consulenza sarebbe stata una fase momentanea, una “palestra” professionale in attesa del “lavoro per la vita”. Avevano ragione, ma solo in parte. Lavoro in Accenture ormai da 10 anni e, se guardo indietro, mi rendo conto di aver avuto così tante possibilità per esprimere le mie potenzialità e coltivare i miei talenti che mi è difficile riassumerle in poche righe. In questi anni sono maturata come persona e come professionista e ho imparato che per crescere è necessario che la nostra volontà sia più grande dei nostri schemi di pensiero e della paura di cambiare. La costruzione della mia identità professionale è stato un processo di azioni e decisioni supportato dalle tante opportunità che l’azienda mi ha messo a disposizione attraverso l’esperienza sul campo e la formazione continua e che cerco ogni giorno di trasferire anche agli altri.

L’esperienza sul campo

I primi anni li ho passati a Roma lavorando per clienti della pubblica amministrazione, poi ho sentito la necessità di esplorare nuove opportunità. Così ho deciso di accettare una nuova sfida che mi ha portata per 18 mesi in Medio Oriente, tra le perplessità di amici, parenti e anche di molti colleghi. Lavorare in un Paese diverso richiede quella che Andrew Molinsky ha definito “global dexterity” ovvero la capacità di adattarsi al contesto culturale senza perdere la propria autenticità. Questo è ancora più vero in un paese come l’Arabia Saudita, dove le donne sono in questo momento pioniere di nuove identità femminili.

I mesi trascorsi in Arabia sono quelli che mi hanno dato di più professionalmente e personalmente, consentendomi tra le altre cose di avvicinarmi a un universo femminile diverso e nel quale gli uomini non possono entrare.

La formazione continua

Quando lavori nel settore della consulenza, non smetti mai di studiare: tecnologie e metodologie di lavoro mutano nel tempo e per essere sempre competitivi bisogna alimentare continuamente il proprio bagaglio di conoscenze.

Non ricordo più il numero di corsi che ho seguito, in Italia e all’estero, da quando ho iniziato a lavorare, tante sono state le opportunità per acquisire nuove competenze, conseguire certificazioni professionali e lavorare sulle mie capacità di interagire con gli altri.

Ogni anno mi impegno per definire un piano formativo in linea con le mie aspirazioni e gli obiettivi di business dell’azienda in cui non mancano mai attività pensate solo per noi donne, perché donne e uomini sono universi diversi che necessitano di approcci al lavoro e alla crescita ben distinti.

Lo sviluppo degli altri

L’idea di contribuire allo sviluppo degli altri mi ha sempre entusiasmata: poter “restituire” parte di quello che ricevo ogni giorno mi è sempre sembrato il modo migliore per riconoscerne il valore.

Per questo motivo ho aderito a Skills to Succeed, il programma globale di Corporate Citizenship di Accenture che, attraverso specifici progetti sviluppati in tutto il mondo, ha l’obiettivo di fornire a oltre 3 milioni di persone, entro il 2020, le competenze necessarie per ottenere un lavoro o avviare un'attività.

In particolare, ho contribuito al progetto pro-bono Job Stations, il centro di telelavoro assistito con sedi a Milano e Roma che offre a persone con un disagio psichico l’opportunità di essere reinserite nel mondo del lavoro in modo graduale. Il percorso fatto con i partecipanti per aiutarli ad acquisire fiducia nelle loro capacità e la costante condivisione dei progressi fatti giorno per giorno mi hanno arricchita moltissimo dal punto di vista umano.

Successivamente, ho chiesto di poter seguire i talenti più giovani attraverso i programmi di counseling e tutoring. Attualmente seguo 5 ragazzi, 2 dei quali vivono in altri continenti, e con i quali periodicamente parliamo di esperienze e aspirazioni in un rapporto che ci arricchisce e ci aiuta a costruire un futuro più grande del nostro presente.

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