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Fabio Sergio
Fjord Regional Design Director EALA
July 20, 2019

IL FUTURO DEL DESIGN: HAI LE CAPACITÀ NECESSARIE PER PROGETTARE LE ESPERIENZE DEL FUTURO?

Fabio Sergio è Design Director per la regione EALA (Europa, Africa, Medio Oriente e America Latina) di Fjord, la società di Accenture Interactive che si occupa di Design e Innovazione.

Fabio Sergio

Qual è stato il tuo percorso professionale?
Nel corso degli ultimi 20 anni ho lavorato in diversi settori, per aziende leader di prodotto e per studi di design internazionali. Il mio percorso professionale e personale mi ha portato a esplorare aree in cui le tecnologie emergenti creano nuove opportunità di realizzare le aspirazioni delle persone, adattando gli scenari di business ai loro sogni e i desideri.

Amo condividere la conoscenza e parlare spesso a eventi di design e innovazione in tutto il mondo, e negli ultimi 10 anni sono stato anche docente presso il Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, e ho tenuto corsi alla Domus Academy e al Copenhagen Institute of Interaction Design. Nel 2018 sono entrato in Fjord assumendo il ruolo di Regional Design Director,

Come descriveresti il tuo ruolo in Fjord?
Il mio compito è quello di guidare lo sviluppo di strategie di innovazione a beneficio dei nostri clienti, individuando le nuove tendenze di design e i migliori approcci metodologici e coordinando la loro applicazione.

Come è cambiata la concezione del design rispetto all’inizio della tua carriera?
Allora il design era ancora percepito da molti come pura estetica di prodotto, e il concetto di “user experience” era ancora agli albori. Fin dall’inizio ho invece creduto che, come ha affermato il filosofo Marshall McLuhan, "noi diamo forma ai nostri strumenti e poi i nostri strumenti danno forma a noi". In altre parole, gli strumenti che progettiamo influenzano la nostra cultura, che a sua volta cambia il mondo in cui viviamo e il nostro sistema valoriale.

Oggi, con la pervasività del digitale in tutte categorie di prodotti e servizi si parla sempre di più della necessità di sviluppare gli aspetti etici di questa professione, tenendo conto della crescente influenza sistemica del design nella vita di tutte le persone.

Ed è proprio la creazione di una nuova etica del design, che colloca i valori umani al centro dell’innovazione, che ritroviamo nei Fjord Trends 2019, il report annuale promosso da Accenture Interactive che delinea le tendenze per il futuro del business.

Quali sono i sette trend identificati da Fjord?
I consumatori hanno la sensazione di essere inondati e a volte sopraffatti dall’innovazione tecnologica, che sembra ridurre costantemente il loro tempo e attenzione. Se prima le persone sembravano desiderare novità e gratificazione istantanea, adesso cercano silenzio e senso in un mondo diventato troppo rumoroso.

Le persone e le aziende stanno facendo una valutazione di ciò che apprezzano veramente, rifiutando prodotti e servizi che non soddisfano le loro esigenze - cambiando la natura dei rapporti con tecnologia e brand. Fjord Trends 2019 individua le tendenze che daranno forma alla prossima generazione di esperienze e offre suggerimenti per prepararsi alle opportunità future:

  • SILENCE IS GOLD: Sentirsi sopraffatti è diventata una questione di salute mentale. Attraverso un design “consapevole” i brand possono trovare una strada per farsi sentire dalle persone che cercano tranquillità in un mondo rumoroso.
  • THE LAST STRAW: È l’ultima goccia! Basta parlare. Le persone si aspettano che i prodotti vengano progettati sostenibili sin dall’origine, altrimenti li scartano.
  • DATA MINIMALISM: Persone e aziende hanno opinioni differenti sul valore dei dati personali. La trasparenza sarà la chiave per mediare tra le due posizioni?
  • AHEAD OF THE CURB: Dai monopattini elettrici ai droni, la nuova mobilità urbana ha reso le città terra di conquista. C’è bisogno di mettere ordine e iniziare a creare piattaforme, ecosistemi unificati in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini in tempo reale.
  • THE INCLUSIVITY PARADOX: Il 2018 è stato occasione per ascoltare una molteplicità di voci, ma come si progetta per tutti senza inavvertitamente escludere qualcuno? Bisogna smettere di pensare alle persone segmentandole.
  • SPACE ODYSSEY: Gli spazi di lavoro e di vendita hanno bisogno di un restyling digitale, di un ripensamento dell’approccio e degli strumenti per disegnare tali spazi.
  • SYNTHETIC REALITIES: Oggi la realtà può essere creata su misura e prodotta artificialmente. Tecnologie per cambiare volto e simulare la voce sono in grado di creare realtà sintetiche e le aziende dovranno capire come capitalizzare il fenomeno ma soprattutto come gestire il rischio.

Cosa consiglieresti a chi sogna di diventare un designer?
In qualità di docente, mi trovo spesso a confrontarmi con le speranze e le paure di chi si affaccia a questo campo. Il mio consiglio principale a tutti gli aspiranti designer è di realizzare che viviamo in un momento straordinario, ricco di opportunità ma anche di nuove responsabilità. Per affrontarle i designer del futuro devono acquisire una serie di competenze professionali innovative, sempre più necessarie nello scenario lavorativo attuale, con una particolare attenzione ai temi dell’innovazione responsabile e dello sviluppo sostenibile.

Un mito che forse andrebbe sfatato è quello del genio solitario: per creare valore è sempre più necessario sommare il talento di un team multidisciplinare, aumentando l’inclusività per realizzare quello che resta uno dei valori fondanti del design: portare la bellezza (nel senso più ampio) a quante più persone possibile.

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