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Vincenzo Boni

Application Development Analyst

Dopo una carriera prestigiosa nel nuoto paralimpico, Vincenzo ha scelto Accenture per raggiungere nuovi traguardi stimolanti. 

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Quando mi sono avvicinato per la prima volta al nuoto paralimpico, nel 2014, cercavo qualcosa che mi permettesse di lasciare un segno e che mi offrisse una rivalsa rispetto a ciò che la malattia mi aveva tolto. Ero ancora arrabbiato e pieno di domande sul perché capitano certe cose, sulla ragione per cui proprio io mi ero trovato a convivere con gli effetti della sindrome neuromuscolare di Charcot-Marie-Tooth fin da quando avevo 6 anni. La scoperta dello sport agonistico e la passione per il nuoto sono stati la scintilla che mi ha permesso di rinascere, trasformando un’attività iniziata per fini puramente terapeutici in un’avventura che mi ha cambiato la vita. Ignorando chiunque mi dicesse che non era possibile o che non ce l’avrei fatta, ho deciso di metterci tutto me stesso e di puntare al massimo obiettivo: partecipare alle Paralimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Ho trovato una società sportiva che ha creduto in me, sono arrivate le prime vittorie ai campionati italiani e le convocazioni per le selezioni internazionali, in un crescendo di emozioni indescrivibili.

Ricorderò per sempre il momento in cui ho capito che il sogno era diventato realtà: quando ho aperto il kit della nazionale olimpica. Quella cuffia con il tricolore e il mio nome era lì a dirmi che il mio impegno e miei sforzi erano serviti, nonostante fossi partito da molto lontano. La medaglia di Bronzo a Rio è stata il coronamento di tanto duro lavoro e mi ha dato nuova carica e nuove prospettive. Vincere una medaglia importante è una grande soddisfazione e da allora in vasca ne ho avute tante, dai titoli paralimpici a quelli mondiali, europei e nazionali. Ma col tempo ti rendi conto che, anche in uno sport individuale come il nuoto, dietro ad ogni successo c’è un team di persone che lavora, soffre e gioisce con te: l’allenatore, il nutrizionista, lo psicologo sportivo, la famiglia. Sono loro che, ogni volta, mi permettono di dire: “insieme, abbiamo vinto”.

Il vero significato della resilienza 

I principi e i valori universali dello sport, come la dedizione, il sacrificio, la conoscenza e il rispetto dei segnali del proprio corpo, hanno pian piano trasformato la mia rabbia in consapevolezza. Io ho un uso delle gambe ridotto, ma quando dopo settimane di duro allenamento sento che i muscoli mi fanno male, ne sono contento, perché vuol dire che il mio corpo è vivo e risponde. La disabilità è anche questo: può contribuire a farti sentire vivo. È il messaggio che cerco di condividere con tutte le persone che incontro. Penso a chi come me ha malattie ereditarie, o a chi subisce un incidente e deve affrontare una nuova condizione, reagendo di fronte a traumi e difficoltà.

Mi accorgo che portare la mia testimonianza può dare un aiuto e trasmettere il senso della resilienza nella sua più autentica accezione: come il corpo resiste agli urti della vita. Da qui nasce il mio impegno come ambasciatore per la ricerca contro le malattie genetiche rare e come rappresentante degli atleti paralimpici, per dare la possibilità anche ad altri di vivere le stesse mie sensazioni e soddisfazioni. Per aiutarli a vincere e a dare una possibilità ai loro sogni, senza rimpianti .

Un nuovo traguardo

È con questo spirito che, a febbraio del 2021, ho iniziato una nuova avventura nel team di Accenture Technology Solutions a Napoli. Al momento dell’assunzione ero in piena preparazione per i Giochi Paralimpici di Tokyo, e l’azienda mi ha pienamente supportato, consentendomi di conciliare impegni sportivi e lavorativi. Uno dei valori fondamentali di Accenture è l’impegno per l’inclusione delle diversità, con l’obiettivo di creare una cultura del lavoro improntata alle pari opportunità. C’è una grande attenzione verso il tema dell’inclusione delle persone con disabilità e da subito sono stato coinvolto nelle iniziative di sensibilizzazione delle nostre persone, per contribuire con il mio punto di vista e condividere con i colleghi la mia storia. Qui ho trovato innovazione, tecnologie all’avanguardia e una leadership che sostiene la mia crescita professionale. È il luogo ideale per mettere in gioco il mio talento e tradurre in pratica quanto appreso durante gli studi in Culture Digitali e della Comunicazione, conseguita nel 2018 all'Università Federico II di Napoli. E da quando ho ricevuto il welcome kit di Accenture, mi sono sentito nuovamente parte di una grande squadra pronta a lottare per raggiungere nuovi traguardi.

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