Milano, 20 febbraio 2008 - Il mercato delle public utilities europee conferma la sua tendenza alla concentrazione, registrando 218 fra alleanze ed aggregazioni nel 2007. In Italia il numero delle operazioni è rimasto pressoché costante rispetto all'anno scorso: 92 nel 2007 contro le 93 del 2006. E' quanto emerge dall'indagine annuale sulle strategie e le aggregazioni delle utilities condotta da Agici Finanza d'Impresa, diretta dal prof. Andrea Gilardoni dell'Università Bocconi, in collaborazione con Accenture.
Book I – Aggregazione delle utilities italiane – Quale assetto futuro del sistema-Paese?
I risultati di quest'anno confermano che la tendenza alla concentrazione, seppure più lenta rispetto a quella europea, porterà alla creazione di 3-4 grandi poli nazionali.
Alla luce di questo scenario, è fondamentale che le nuove condizioni di mercato portino a un ripensamento della politica nazionale delle public utilities che favorisca ulteriori accorpamenti tra imprese per poi volgere l'attenzione ad un grande rilancio dell'efficienza e della qualità dei servizi.
L'Osservatorio rileva 92 nuovi accordi nel 2007 in Italia, che, aggiunti a quelli registrati nei cinque anni precedenti, portano ad un totale di 742. In particolare, il processo di integrazione orizzontale segna un notevole aumento rispetto al 2006, passando dal 73% all'84%, grazie soprattutto ai maggiori gruppi energetici nazionali.
Emerge netto il ruolo dei grandi Gruppi: Eni, Enel e Edison consolidano infatti la loro politica di espansione, operando quasi esclusivamente al di fuori dei confini nazionali, in particolare nell’Est Europa in Nord America e in Africa. Gli esempi più significativi sono la fusione Enel-Endesa le operazioni della stessa Enel in Russia e Libia e le partnership strategiche siglate da Eni con Gazprom e NOC (Libia).
Dallo studio emerge inoltre una significativa presenza in Italia di operatori internazionali, in particolare francesi (EdF, GdF e Suez) ma anche tedeschi, con l'acquisto del 75% di Endesa Italia da parte di E.ON.
"Anche nel 2007 l'Osservatorio ha registrato il peso sempre maggiore degli accordi a carattere internazionale" - afferma Claudio Arcudi, Senior Executive di Accenture Responsabile del settore Utilities Italia. "I leader italiani - continua Arcudi - limitati nella loro presenza in Italia dai decreti di liberalizzazione del mercato elettrico e del gas naturale, si espandono all'estero per mantenere la loro leadership in Europa. Inoltre la problematica della sicurezza degli approvvigionamenti gas, sempre più centrale, ha portato questi player a stringere alleanze con le aziende statali dei Paesi produttori, in particolare Russia, Libia, Algeria."
Per quanto riguarda le local utilities, continua il processo di consolidamento delle principali società, in particolare quelle quotate in Borsa e focalizzate sull'energia, che sta portando alla nascita di poli a carattere regionale e in molti casi sovraregionale. L'esempio più significativo nel settore è la nascita di A2A dalla fusione di Aem e Asm.
"Tra accelerazioni e brusche frenate potrebbe concretizzarsi la nascita di una grande utility del Nord-Est" - afferma Alessandro Marangoni, Amministratore Delegato di Agici Finanza di Impresa, E' probabile che proceda l'unificazione tra Hera e Iride (e forse Enìa) che, nel caso, formerebbe il secondo maggior gruppo tra le ex municipalizzate. Tuttavia, oltre i casi citati, a livello locale si registrano una serie di piccole operazioni con cui le maggiori local utilities quotate in Borsa consolidano la propria presenza a livello regionale."
Dallo studio viene inoltre confermato anche quest'anno il divario tra il Nord, dove si concentrano l'80% degli accordi, e il Sud del Paese.