Per ognuna di tali aree, si specificano poi le possibili proposte per dare concretezza alle politiche indicate.
Si suggerisce, innanzi tutto, di avviare la trasformazione dell'Italia in un Hub europeo del gas, sia per sviluppare la concorrenza interna che per garantire una maggiore sicurezza anche del sistema elettrico. A tal fine, si ritiene utile accelerare il processo di indipendenza di Snam Rete Gas da Eni pur nel quadro di un controllo pubblico, sul modello Terna, e di sostenere la costruzione di impianti Lng finalizzati all'esportazione e alla riserva, riconoscendoli in tariffa.
Secondo Luca Cesari, Managing Partner di Accenture Responsabile del settore Utilities, "Anche l'Italia deve costruire un suo modello di riferimento. Le grandi imprese italiane, Eni ed Enel, si rafforzino e aumentino la loro presenza all'estero in un'ottica strategica; le utilities locali medio-grandi proseguano sulla strada delle aggregazioni; i soggetti internazionali possano consolidare le loro posizioni in Italia evitando, tuttavia, che si configurino situazioni di dominanza".
Nel medio-lungo termine, l'obiettivo prioritario è quello della riduzione dell'utilizzo dei combustibili fossili, tramite l'efficienza ed il risparmio energetico, e lo sviluppo delle rinnovabili.
Riguardo l'efficienza energetica, l'Unione Europea potrebbe risparmiare almeno il 20% rispetto al suo consumo attuale d'energia, e l'Italia potrebbe fissarsi un obiettivo compreso tra il 10 e il 15%.
Per quanto riguarda le rinnovabili, la politica su questo tema "dovrebbe fondarsi su due pilastri: la selettività delle scelte e l'incisività degli interventi. La selettività delle scelte implica, innanzi tutto, l'esclusione dal novero delle rinnovabili di quelle fonti assimilate che rinnovabili non sono. Tali fonti, se meritevoli, potrebbero essere oggetto di sostegni diversi. In secondo luogo, appare opportuno identificare alcune fonti prioritarie attraverso una selezione basata sulla convenienza economica e sociale relativa al contesto nazionale. Secondo questo criterio, si stimano particolarmente meritori l'eolico off-shore e fotovoltaico.
Nel lungo termine, si ritiene invece fondamentale il contributo della ricerca,di cui vanno però oggi poste le basi. La ricerca in tema energetico andrebbe sviluppata tramite il sostegno a università, privati, Enea, e tramite partnership internazionali. In campo energetico, l'innovazione è fondamentale almeno in queste aree: abbattimento dei costi delle rinnovabili, aumento dell'efficienza e tecnologie a basso consumo energetico, sicurezza degli impianti nucleari, sviluppo di nuove tecnologie basate sull'idrogeno e per il sequestro del carbonio.
Se la politica energetica nazionale saprà muoversi nella giusta direzione, le dinamiche del sistema energetico internazionale, che impongono un netto mutamento di rotta, potrebbero rivelarsi un'opportunità di sviluppo per l'Italia, che si trova oggi ad anticipare le criticità di approvvigionamento che condivideranno nel prossimo decennio gli altri Paesi industrializzati.
"In conclusione" afferma Andrea Gilardoni, presidente di AGICI Finanza d'Impresa e docente dell'Università Bocconi "la complessità e la rilevanza del tema induce a ritenere altamente auspicabile la costituzione di un Ministero per l'Energia. Tale Ministero avrebbe il compito di promuovere e coordinare il processo di transizione in corso, anche a livello internazionale, verso nuovi modelli energetici, per avviare ad una soluzione strutturale una problematica che rende il nostro Paese vulnerabile sotto numerosi profili".