Milano, 21 settembre 2011- C’è una emergenza assicurativa nell’emergenza economica che investe oggi l’Italia: un gap di protezione di famiglie e imprese, sempre più in difficoltà di fronte ad ogni spesa imprevista, e dello Stato, che cerca rapidamente una gestione sostenibile del welfare. Uno scenario che però può tradursi in un potenziale mercato di premi assicurativi stimabile in 90 miliardi* di euro all’anno.
L’attivazione di tale potenziale non costituirebbe una maggiore spesa da parte degli assicurati, ma andrebbe a sostituire e compensare le spese impreviste per famiglia (circa 1500 € la spesa annua media) e per le imprese oltreché una più efficiente gestione del welfare (pensioni, sanità, sicurezza, etc).
Lo afferma Accenture, che ha riunito oggi a Milano i principali esponenti del mondo assicurativo italiano e delle istituzioni del settore in occasione della decima edizione dell’Insurance Day.
Al convegno hanno partecipato: Giancarlo Giannini Presidente e Direttore Generale ISVAP, Giuseppe Mussari Presidente ABI, Giovanni Perissinotto Amministratore Delegato Gruppo Generali, Carlo Cimbri Amministratore Delegato Unipol Gruppo Finanziario, Emanuele Erbetta Amministratore Delegato e Direttore Generale Fondiaria-Sai, Maria Bianca Farina Amministratore Delegato Poste Vita, Andrea Rossi Amministratore Delegato e Direttore Generale AXA Assicurazioni, Alessandro Scarfò Amministratore Delegato e Direttore Generale Intesa Sanpaolo Assicura, Fabio Cerchiai, Presidente ANIA.
Il contesto favorisce nuove opportunità per le compagnie assicurative e per la clientela
Secondo l’analisi di Accenture emerge oggi, in tutti i segmenti della clientela, una necessità di protezione che è favorita dall’attuale contesto macroeconomico. Un bisogno che tutto il sistema assicurativo può efficacemente intercettare a partire da:
- la previdenza integrativa non ancora sufficientemente sviluppata (le adesioni sono ferme al 23% dei lavoratori rispetto ad una media europea del 40%);
- le spese sanitarie sostenute di tasca propria dai cittadini che sono oltre l’80% della spesa sanitaria privata (meno del 70% in mercati similari in Europa);
- il basso livello di protezione di un bene di rifugio come la casa (in Italia sono meno de 30% le famiglie assicurate rispetto ad oltre 70% della media europea);
- la protezione della persona e del suo reddito, utilizzata dal 14% delle famiglie (oltre il 40% la media europea);
- la protezione delle imprese, in particolare le PMI, coperte mediamente per solo un terzo dei rischi effettivamente sostenuti (rapporto premi corporate/ PIL Italia pari a 0,9% rispetto a 1,5% in altri mercati).
“Le condizioni sono tutte presenti perché le assicurazioni svolgano anche in Italia un ruolo centrale a difesa di cittadini, imprese e Stato - afferma Andrea Poggi, Executive Partner e Responsabile consulenza strategica di Accenture - esiste da parte delle famiglie e delle imprese un forte bisogno di protezione dai rischi e di riduzione degli esborsi imprevisti che le assicurazioni possono soddisfare. Anche a livello pubblico - conclude Poggi - è presente una maggiore urgenza per ottimizzare il sistema di welfare garantendo sicurezza sociale e sostegno allo sviluppo”.
Secondo Accenture il sistema assicurativo italiano dovrebbe contribuire a soddisfare diversamente il bisogno di protezione urgente riducendo sprechi e rischi. Un obiettivo indirizzabile attraverso azioni industriali sulle tradizionali leve del business assicurativo, in particolare: l’evoluzione del modello distributivo, l’offerta di soluzioni facili da comprendere, modulari e standardizzate, per i più ampi segmenti di clientela e il miglioramento del servizio al cliente.
In particolare la relazione tra clienti e assicurazioni risulta essere un’area di intervento prioritaria, come confermato dall’ultima analisi di Accenture sulla Customer Experience**. Una relazione percepita dai clienti assicurativi come “fredda” (solo il 15,7% sente “vicina” la propria Compagnia assicurativa), poco frequente (il 74% dei Clienti non è stato contattato nel corso dell’ultimo anno per nuove proposte commerciali) e che rimane basata sull’intermediazione fisica.
“Lo sviluppo dell’assetto distributivo – afferma Andrea Poggi – è un elemento centrale da cui deve passare l’azione del settore assicurativo. Un’evoluzione basata su una comunione di intenti tra gli attori di riferimento del settore finanziario, gli agenti e la bancassurance, nel rispetto dei reciproci ambiti di azione, volta a sviluppare una rete distributiva formata, motivata, proattiva e capace di “muovere verso” cittadini/imprese per “sbloccare” i bisogni inespressi. Una rete assicurativa in cui gli Agenti rimangono centrali superando le difficoltà operative e commerciali attuali sottoscrivendo un patto con le compagnie, un manifesto programmatico e condiviso di azioni di emergenza e di piani di sviluppo, e in cui il mondo bancario e postale può giocare un ruolo da co-protagonista, valorizzando la frequenza di contatto e il rapporto di fiducia con cittadini e imprese. Una sinergia della quale potrebbero beneficiare non solo i due attori in campo ma anche il sistema Paese nel suo complesso”.
I numeri del mercato assicurativo nel nostro Paese***
La ricetta di Accenture nasce dall’analisi approfondita del contesto e in una chiave di lettura che vede nelle assicurazioni un partner naturale di famiglie, aziende e imprese.
Il mercato assicurativo italiano proviene da un biennio 2008-2010 di sensibile crescita sotto il profilo dei volumi intermediati (con un tasso di crescita annuo composto pari a circa il 17%). Ciò si deve alla spinta propulsiva dei ramo vita (+28,5%) capace, nel periodo di “incertezza” e con il forte contributo del canale bancario, di intercettare i flussi finanziari delle famiglie. Più problematica, invece, è stata la situazione sotto il profilo della redditività che, per due anni, è stata negativa (risultato di esercizio del settore negativo per quasi 2 mld € nel 2008 e di 726 milioni nel 2010) per via sia di problemi sotto il profilo tecnico (CoR Danni stabilmente sopra quota 100 nel biennio 2009-10, boom dei riscatti vita nel 2008) che per l’impatto della gestione finanziaria durante la crisi.
Per quanto riguarda l’anno in corso, i dati del primo semestre mostrano un’ inversione di tendenza rispetto al biennio 2008 – 2010. Il tradizionale motore di crescita del mercato assicurativo, il business Vita, sembra essersi arrestato (-31,1% nella nuova produzione vita nei primi sette mesi del 2011 rispetto all’omologo periodo dello scorso anno); il business Danni conferma l’impossibilità di trainare le dinamiche del mercato, seppur in moderata crescita grazie alla spinta degli adeguamenti tariffari sull’auto e con una gestione tecnica in miglioramento (-3,3 p.p. nel combined ratio rispetto al primo semestre 2010 con il ritorno sotto “quota 100”, considerando un panel di primari operatori del settore).
“Nella situazione di “stabile incertezza” a livello macroeconomico che viviamo, è sempre più difficile prevedere gli andamenti di mercato – afferma Poggi – e stimare gli effetti di questo contesto sul mercato assicurativo. E’ presumibile aspettarsi che questa ulteriore crisi potrà avere per il 2011 un impatto aggravante a livello di redditività, per esempio a causa di svalutazioni sui titoli di Stato di Paesi a rischio in portafoglio e dei possibili riscatti massivi dei clienti Vita. Sono invece da capire gli sviluppi in termini di volumi intermediati. La situazione è difficile ma lo sarà ancor di più se nulla sarà fatto. Ma in questo scenario di discontinuità e di emergenza si possono cogliere notevoli opportunità sia per il sistema assicurativo italiano che per l’intero sistema Paese”.
* Premi potenziali annui – elaborazione Accenture su dati ANIA, Istat, Covip e Ocse
** Osservatorio Customer Experience 2010-2011 dati Accenture-GPF
*** Elaborazione Accenture su dati ANIA
Accenture
Accenture è un’azienda globale di consulenza direzionale, servizi tecnologici e outsourcing che conta più di 223 mila professionisti in oltre 120 paesi del mondo. Combinando un’esperienza unica, competenze in tutti i settori di mercato e nelle funzioni di business e grazie ad un’ampia attività di ricerca sulle aziende di maggior successo al mondo, Accenture collabora con i suoi clienti, aziende e pubbliche amministrazioni, per aiutarli a raggiungere alte performance. A livello globale, i ricavi netti per l’anno fiscale 2010 (settembre 2009 – agosto 2010) ammontano a 21,6 miliardi di dollari. In Italia è presente con circa 10.500 persone e nell’anno fiscale 2010 ha registrato ricavi netti per 973 milioni di euro.
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