Milano, 15 aprile 2009 - L’industria assicurativa può diventare uno dei principali motori di gestione per la ripresa del sistema economico, in un contesto nazionale ed europeo che chiede prodotti che “rassicurino” la clientela – lo dimostrano i recenti dati ANIA sul balzo in avanti (+7%) dei prodotti Vita a febbraio 2009 - e soluzioni a valore sociale aggiunto per cittadini, imprese e istituzioni. In particolare, il settore potrà presto uscire dalla crisi se saprà focalizzarsi su alcuni prodotti e investire nell’innovazione dei servizi e della distribuzione.
Lo sostiene Accenture che presenterà un approfondimento sul tema in occasione dell’annuale appuntamento dell’ Insurance Day, al quale parteciperanno, oltre a Pierre Nanterme (Responsabile mondiale dei Financial Services di Accenture) e Andrea Poggi (Executive Partner Responsabile Consulenza Strategica di Accenture), i principali attori del mondo assicurativo italiano: Giovanni Perissinotto (Amministratore Delegato Gruppo Generali), Carlo Salvatori (Amministratore Delegato Unipol Gruppo Finanziario), Luigi Lana (Direttore Generale Reale Mutua Assicurazioni), Fausto Marchionni (Amministratore Delegato Fondiaria-SAI), Fabio Cerchiai (Presidente ANIA) , Giancarlo Giannini, (Presidente e Direttore Generale ISVAP) e Francaesco La Gioia (Amministratore Delegato Zurich Italia). Presenta e modera l’evento il Direttore di MF, Gabriele Capolino.
Il convegno, organizzato da MF/Milano Finanza in collaborazione con Accenture e giunto alla sua ottava edizione, si svolgerà a Milano il 16 aprile 2009 a Palazzo Clerici, dalle 9:00 alle 13:30.
L’industria assicurativa possiede, secondo Accenture, fattori chiave che le possono consentire di affrontare l’attuale crisi in una posizione di forza relativa rispetto ad altri operatori finanziari.
La solidità del sistema assicurativo italiano (testimoniata da indici di solvibilità ben al di sopra dei limiti di legge) è stata infatti preservata e garantita da puntuali interventi regolamentari e da una gestione tradizionalmente “prudente” delle Compagnie nazionali sia in termini di “asset allocation” (focalizzata per oltre il 50% su Titoli di Stato), sia di strategie di offerta.
Inoltre, il trend della raccolta dei Rami della Personal Line (crescita di circa il 2% dei rami salute -infortuni e malattia- e di oltre il 12% della copertura perdite pecuniarie nel 2008 – fonte ISVAP), e dei Rami Vita (+7% la nuova produzione Vita registrata a febbraio 2009 – fonte ANIA) trainata in particolar modo dai prodotti “tradizionali” e garantiti (+94% la nuova produzione Vita “Ramo I” – fonte ANIA), testimoniano il crescente bisogno dei clienti di protezione dei beni primari e di tutela del risparmio.
In questo contesto, il sistema assicurativo può giocare un ruolo chiave valorizzando la sua vocazione sociale a supporto della collettività ed anche a sostegno dell’equilibrio presente e prospettico dei conti pubblici, come del resto avviene in alcuni importanti paesi europei (es. Olanda, UK).
"Oggi più che mai le assicurazioni devono sapere modificare la propria strategia adattandola all’attuale situazione del mercato e alle aspettative dei clienti - dichiara Andrea Poggi, Executive Partner Responsabile Consulenza Strategica Accenture – “Il venir meno di certezze storiche (come la redditività del ramo auto), il minor potere d’acquisto dei clienti, i cambiamenti regolamentari, la maggior attenzione delle istituzioni nei confronti dell’economia reale rappresentano degli elementi dai quali non si può prescindere. Storicamente, le assicurazioni dispongono delle competenze e delle soluzioni necessarie per svolgere da subito un ruolo attivo nel mutato contesto, non solo per garantire un futuro profittevole alla stessa industria assicurativa, ma anche per incidere positivamente sul tessuto sociale ed economico del sistema Italia”.
"Infatti- aggiunge Andrea Poggi - attraverso una ricalibrata offerta a forte contenuto assicurativo e uno sviluppo della relazione con i clienti, gli operatori del settore possono essere in grado di cogliere la crescente esigenza di salvaguardia del risparmio e di tutela della persona dai rischi "elementari”, i bisogni sempre più espliciti di previdenza, salute/ sanità e di sicurezza della collettività (es. eventi naturali e catastrofali). Il sistema assicurativo, facendo leva su un “ritorno alle origini” del mestiere dell’assicuratore abilitato da forti e indispensabili elementi di innovazione (modelli di selezione dei rischi e di pricing industrializzati, nuove logiche di gestione del sinistro, …) può rappresentare, più che in passato, una valida risposta sia alla necessità dello Stato di ottimizzare la spesa pubblica (Previdenza, Sanità, Assistenza, ...), sia alle incertezze dei cittadini. Può in sostanza essere il motore che supporta quel clima di maggior fiducia e quella più attenta gestione delle risorse che sono necessari per “r-assicurare” e “accompagnare” verso una pronta ripresa, non solo dell’industria assicurativa, ma più significativamente dell’intero sistema Italia”.
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