Questa percentuale mostra un picco massimo in Brasile (98%) e uno minimo in Russia (72%); il 92% attestato in Francia è sicuramente spiegabile dal ricorso al nucleare che a partire dagli anni ’70 è stato operato per produrre energia elettrica all’interno di questo paese.
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Un insieme di energie rinnovabili e nuclear
Considerando quanto stimato dalle persone ovvero che, entro 10 anni, circa un quarto dell’energia elettrica prodotta sarà originato da fonti di energia rinnovabile (solare, eolica, idraulica, cogenerazione...), queste non saranno comunque sufficienti per compensare la riduzione dell’impiego di energie fossili: ciò è opinione del 43% degli intervistati, mentre il 39% dei partecipanti alla survey sono dell’avviso contrario e il 18% non ha un’opinione in merito.
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In Italia, il 27% dei consumatori ritiene che sarebbe necessario favorire lo sviluppo congiunto di energie rinnovabili e del nucleare, il 10% propende unicamente per il nucleare e il 63% solo per le energie rinnovabili (tra queste: l’energia solare, eolica e idraulica sono tra quelle più “votate”).
In Italia, negli ultimi 3 anni, il supporto all’energia nucleare è cresciuto del 34%, ma nello stesso tempo il 15% dei rispondenti alla survey è meno favorevole a questa scelta rispetto a 3 anni fa.
Il ruolo del nucleare
Tre quarti dei rispondenti sono convinti che l’energia nucleare svolgerà un ruolo importante nella produzione di energia elettrica dei rispettivi paesi (82% in Francia, 93 % in India, 65% in Italia e 51% in Grecia). Il 69% degli intervistati (il 29% senza riserva alcuna + il 40% fatto salvo che i loro motivi di apprensione siano stati eliminati) ritengono che il paese in cui vivono dovrebbe creare o rafforzare un approvvigionamento energetico fondato sul nucleare. In Italia, quasi la metà delle persone intervistate accetterebbe la costruzione di un nuovo reattore a meno di 160 chilometri dal luogo in cui risiedono. Tuttavia, il 56% opta piuttosto per l’installazione di nuovi reattori all’interno delle centrali già esistenti.