Milano 20 settembre- Secondo i risultati di una recente ricerca realizzata da Accenture, nel settore dei sistemi di pagamento, i dirigenti dei maggiori istituti europei segnalano una crescita rilevante delle stime degli investimenti e il timore di un eccessivo impatto sulle risorse di business e tecnologiche. Il progetto SEPA-Single Euro Payments Area e le iniziative connesse, fanno parte di uno sforzo normativo che tende a semplificare e standardizzare il vasto e frammentario mercato dei pagamenti in Europa riducendo gli ostacoli alla gestione transfrontaliera dei pagamenti. L'impatto del SEPA si estende ad ogni tipo di pagamento elettronico, compresi quelli mediante carta di credito, i bonifici bancari e gli addebiti diretti. Di conseguenza, i suoi effetti coinvolgono le banche, gli intermediari e i loro clienti. Oltre la metà (62%) delle banche coinvolte nell'indagine, ha dichiarato che SEPA rappresenta il principale motore del cambiamento nel mercato dei pagamenti in Europa, mentre il 28% sostiene che solo le dinamiche di mercato rappresentano un valore per la trasformazione. I risultati emersi dall'indagine indicano come SEPA venga percepito, più in termini di opportunità che non di imposizione legislativa". Oltre la metà (57%) concorda con l'affermazione che si tratta di "un progetto che realizza un processo di armonizzazione degli standard atteso da lungo tempo e che apporta maggiore efficienza". Solo il 16% degli intervistati pensa che SEPA rappresenti un "cambiamento non necessario privo di ragioni di business", e il 27% lo ha identificato come un "progetto ad alto rischio con scadenze non realistiche." I ricercatori hanno intervistato 47 esperti di alto livello del settore dei pagamenti presso le principali banche, operatori commerciali e interbancari in Francia, Germania, Spagna, Italia, Paesi Bassi, Belgio, Norvegia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Regno Unito, Lettonia e Irlanda. Il campione rappresenta uno spaccato significativo del mercato europeo dei pagamenti, comprende 12 dei 26 operatori interbancari, 26 delle 100 banche più grandi e 5 tra i maggiori intermediari commerciali. La ricerca è stata condotta tra aprile e giugno 2006. Oltre un terzo dei partecipanti (39%) ha indicato l'intenzione di sostituire le proprie piattaforme di gestione dei pagamenti legacy a seguito dell'adeguamento a SEPA, mentre oltre la metà (55%) ha dichiarato di aver previsto il semplice aggiornamento delle piattaforme esistenti. Solo il 6% ha in programma altre attività future o si è dichiarato ancora indeciso. Nonostante l'elevata entità degli investimenti, solo il 37% dei partecipanti ha dichiarato di puntare alla conformità completa con SEPA per la scadenza intermedia del 2008. Tra il 2008 e il 2010 i sistemi nazionali di pagamento dei vari Paesi sono destinati a coesistere con il sistema SEPA, mentre la migrazione completa avverrà solo nel 2010. Le banche che non avranno aggiornato i propri sistemi entro il 2008 dovranno ricorrere a soluzioni temporanee per la conversione dei pagamenti SEPA in una forma che possa essere elaborata dai sistemi già esistenti fino al 2010. Circa un quarto dei partecipanti (27%) ha dichiarato che intende gestire internamente tali soluzioni temporanee, mentre il 19% ha intenzione di ricorrere a terzi. Un ulteriore 16% ha dichiarato che valuterà l'ipotesi di sviluppare sistemi indipendenti conformi al SEPA. Tra i motivi che impediscono ai due terzi dei partecipanti di raggiungere la conformità SEPA entro il 2008 vi è il fatto che questa iniziativa sta spingendo al limite le risorse di business e tecnologiche di molte banche. Alla richiesta di identificare quali capacità organizzative si trovano a subire la maggiore pressione dal processo di conformità SEPA, il 74% dei partecipanti ha scelto le capacità di "gestione di progetti tecnici", il 71% quelle di "gestione di progetti di business", il 69% le attività di 'sviluppo e pianificazione strategica", il 67% la "delivery dei sistemi" e il 62% la "gestione del cambiamento nell'insieme dell'organizzazione". "Questi dati indicano che la conformità normativa rischia di porre un carico eccessivo sul settore attraverso un impegno di risorse particolarmente ingente", dichiara Silvano Corallo, Partner di Accenture "Alcuni dirigenti hanno evidenziato, nel corso delle interviste, la preoccupazione che il SEPA possa in realtà limitare l'innovazione di prodotto, ottenendo esattamente il risultato contrario rispetto alle attese". Il 40% degli intervistati appartenenti al settore bancario ha stimato un impegno compreso tra gli 11 e i 50 milioni di euro per essere in grado di aderire a capacità simil-ACH- Automated Clearing House nell'arco di 5 anni; inoltre, il 34% ha dichiarato una previsione di spesa dello stesso ordine di grandezza per i sistemi di card-processing. "Il mercato europeo dei pagamenti sta affrontando una rivoluzione," afferma Corallo. "Dopo anni di lento cambiamento e scarsi investimenti effettuati solo per obblighi normativi, le attività che mirano a spianare la strada verso la trasparenza dei pagamenti transfrontalieri in Europa costituiscono un impegno rilevante e costoso per l'intero settore". Altri risultati importanti della ricerca sono: Le banche nella zona euro prevedono una spesa superiore per le modifiche nelle infrastrutture di pagamento per i prossimi cinque anni. Fuori dalla zona euro, le aree geografiche in cui la spesa prevista è maggiore sono il Regno Unito e la Scandinavia, nelle quali le banche più grandi ipotizzano rispettivamente una spesa di circa 300 e 250 milioni di euro; nella zona euro il valore massimo si raggiunge in Francia e Italia, in entrambi i casi con 500 milioni di euro. Le banche partecipanti prevedono in media una spesa di 23 milioni di euro ciascuna per i cambiamenti relativi alla gestione di pagamenti simil-ACH e di 22 milioni per quelli legati alle carte. Secondo gli intervistati, l'evoluzione dei prodotti di business più complessa da implementare sarà SEPA Direct Debit (In Italia il Rid e la Riba).Oltre i due terzi dei partecipanti (71%) lo hanno infatti identificato come l'impegno di sviluppo più gravoso rispetto alla conformità dei pagamenti ACH, non ultimo in ragione del fatto che il nuovo schema non è coerente con i processi già esistenti in diversi Paesi. Inoltre, molte banche esprimono la preoccupazione che il programma SEPA Direct Debits richieda cambiamenti di grande portata ai propri clienti aziendali.Per il 79% degli interpellati le banche beneficeranno di più dei vantaggi offerti da SEPA nel proprio mercato domestico, seguite dai circuiti di carte internazionali come Visa e MasterCard. I partecipanti all'indagine sostengono anche che tra le conseguenze più importanti di SEPA, vi sia il consolidamento delle attività di elaborazione dei pagamenti, a causa del graduale passaggio dai sistemi di pagamento nazionali a quelli su scala europea. Le previsioni raccolte tra i partecipanti: In media si ritiene che solo 7 dei 15 ACH e 7 degli 11 circuiti nazionali interbancari di gestione carte esistenti in Europa saranno ancora presenti dopo il 2010. In media si ritiene che solo 4 circuiti di debito nazionali saranno ancora indipendenti nel 2010, rispetto agli 11 attuali. Viceversa, si ritiene improbabile che i circuiti di carte di debito nazionali che ad essi fanno capo saranno ancora indipendenti nel 2010.Il consolidamento potrebbe risultare un limite all'ingresso nel mercato di nuovi operatori. Metodologia L'attività di ricerca è stata condotta da PSE Consulting per conto di Accenture, nel periodo compreso tra aprile e giugno 2006. I ricercatori hanno intervistato 47 dirigenti di alto livello presso le principali banche, operatori e circuiti interbancari, nonché specialisti del settore dei pagamenti in 13 Paesi europei. Le interviste erano basate su un questionario quantitativo e qualitativo. La stima complessiva di spesa a livello europeo si basa sui dati rilevati in questa survey e su quelli relativi ad altre survey già pubblicati da PSE nel corso del 2006, che forniscono informazioni su altre 20 banche europee. Accenture Accenture è un'azienda globale di consulenza, servizi tecnologici e outsourcing. Impegnata a "realizzare l'innovazione", Accenture collabora con i suoi clienti, aziende e pubbliche amministrazioni, per aiutarli ad avere performance d'eccellenza. Grazie alla conoscenza dei diversi settori di mercato e delle dinamiche di business, alle risorse di cui dispone su scala globale e a una comprovata esperienza, Accenture può fare leva sulle persone, le competenze e le tecnologie più adatte ad ogni esigenza. Accenture conta oltre 133 mila professionisti in 48 paesi. A livello globale, i ricavi netti per l'anno fiscale conclusosi il 31 agosto 2005 ammontano a 15.55 miliardi di dollari. In Italia è presente con 7000 persone e nell'anno fiscale conclusosi il 31 agosto 2005 ha fatto registrare ricavi per 689 milioni di Euro. www.accenture.com Per informazioni: Ufficio Stampa Accenture Claudio Consoli Gianmaria Gissi 02/77758050
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